Certificazione Unica e dichiarazione Iva, pubblicati i modelli definitivi per il 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento dello scorso 15 gennaio, ha reso disponibili i modelli definitivi per la Certificazione Unica e per la dichiarazione Iva relative al 2026, aggiornando così le versioni in bozza che erano state anticipate lo scorso dicembre. Questa pubblicazione, che sancisce l’avvio ufficiale delle attività di analisi delle istruzioni da parte di commercialisti e contribuenti, introduce una serie di modifiche significative, destinate ad incidere sulla dichiarazione dei redditi di una vasta platea che include, com’è noto, non solo i lavoratori dipendenti e i pensionati, ma anche i professionisti e i lavoratori autonomi. Le novità più attese, in particolare, riguardano il campo della Certificazione Unica, dove debutta un sostegno economico calibrato sul reddito complessivo.

Le novità della Certificazione Unica 2026

Il nuovo modello della Cu, infatti, introduce un meccanismo di agevolazione articolato su due livelli. Per i lavoratori dipendenti – categoria che storicamente rappresenta la maggioranza dei contribuenti – che nel corso del 2025 avranno un reddito complessivo non superiore ai ventimila euro, è previsto il riconoscimento di un importo forfettario che può raggiungere i novecentosessanta euro; una somma, questa, che per sua natura non concorre alla formazione della base imponibile, configurandosi quindi come un vero e proprio bonus al netto. Coloro i quali, invece, si collocheranno nella fascia di reddito compresa tra i ventimila e i quarantamila euro avranno diritto a un beneficio differente, consistente in un’ulteriore detrazione dalla loro imposta lorda, secondo modalità che le apposite istruzioni si incaricheranno di delineare nei dettagli.

Scadenze e compilazione del modello Iva

Parallelamente, l’Agenzia ha dato il via libera anche al modello definitivo per la dichiarazione Iva del prossimo anno, che include sia la versione standard sia quella cosiddetta “base”, ciascuna corredata dalle relative istruzioni per una compilazione corretta. L’invio della dichiarazione, obbligo che grava su una parte consistente dei lavoratori autonomi e delle imprese, potrà essere effettuato a partire dal prossimo 1° febbraio, con il termine ultimo fissato, come di consueto, al 30 aprile. Una delle innovazioni di maggior rilievo contenute nel provvedimento, e che interessa direttamente il versante dei rimborsi, riguarda proprio l’ampliamento delle possibilità di recupero dell’Iva per il periodo d’imposta 2026, un cambiamento che molti operatori attendevano da tempo.

Un quadro in evoluzione per i contribuenti

La pubblicazione di questi modelli, che rappresentano il quadro formale di riferimento per la prossima stagione dei redditi, segna dunque un passaggio operativo cruciale per l’amministrazione finanziaria e per i cittadini. Si delinea, in altre parole, un panorama normativo in cui le novità – dal bonus per i redditi più bassi alle regole per i rimborsi Iva – richiederanno una attenta valutazione, anche alla luce delle istruzioni che accompagnano i modelli stessi e che sono state appena rese pubbliche. Resta inteso, come sempre, che la puntuale osservanza delle scadenze e la corretta interpretazione delle nuove disposizioni costituiscono elementi fondamentali per adempiere agli obblighi dichiarativi senza intoppi.

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