Certificazione unica e Iva, i nuovi modelli fiscali per il 2026 sono pronti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, sul proprio portale istituzionale, le versioni definitive dei modelli per la Certificazione unica e per la dichiarazione annuale Iva, documenti che dovranno essere utilizzati nel corso del prossimo anno – il 2026, appunto – in riferimento al periodo d’imposta 2025. Per reperirli, insieme alle relative istruzioni, è necessario navigare all’interno del sito seguendo il percorso «Normativa e prassi» e successivamente «provvedimenti», un iter che rende immediatamente accessibili, a professionisti e contribuenti, gli strumenti operativi per adempiere agli obblighi fiscali. La pubblicazione, che avviene con un certo anticipo, consente a chi di dovere di familiarizzare con i formulari, evitando così quelle frettolose consultazioni dell’ultimo minuto che spesso sono fonte di errori o di omissioni.

Il webinar sulle novità per Iva, Lipe e Intrastat

Proprio per approfondire i nuovi aspetti tecnici che caratterizzeranno la prossima stagione dei versamenti, TeamSystem e Informazione Fiscale hanno organizzato un webinar formativo gratuito, in programma per lunedì 16 febbraio, aperto a dottori commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro e tributaristi. L’evento online, che si annuncia come un’occasione di aggiornamento puntuale, avrà come oggetto centrale le novità del 2026 in materia di dichiarazione Iva, di Liquidazione periodica Iva (Lipe) e del regime Intrastat, affrontando nel dettaglio gli adempimenti sia annuali che periodici. Si tratterà, in sostanza, di una disamina operativa finalizzata a chiarire le modifiche procedurali, le quali – è noto – possono riservare non poche insidie per chi non sia adeguatamente preparato.

La proroga per le dichiarazioni Iva precompilate

Una delle novità più attinte riguarda senza dubbio il sistema delle dichiarazioni precompilate, il cui periodo sperimentale è stato esteso anche alle operazioni che verranno effettuate nel 2026. Lo ha stabilito l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento numero 42054 del 3 febbraio, il quale proroga di un ulteriore anno la fase di test che era già stata avviata negli esercizi precedenti. La misura, che si inserisce nel solco tracciato dalle disposizioni degli anni scorsi, concerne la predisposizione delle bozze precompilate per una serie di documenti cruciali: dai registri Iva ai prospetti riepilogativi, passando per le comunicazioni delle liquidazioni periodiche e, naturalmente, la dichiarazione annuale stessa. Un’estensione, questa, che di fatto mantiene in vita uno strumento di semplificazione per il contribuente, il quale può contare su un quadro dati già organizzato dall’amministrazione finanziaria, pur dovendone verificare con scrupolo la completezza e l’esattezza.

Le regole per la precompilata del 2026

Il suddetto provvedimento, nello specifico, delinea le regole per la precompilata Iva riferita all’anno prossimo, richiamando espressamente la base normativa del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127. L’Agenzia, con questo atto, conferma e sistema l’approccio graduale adottato finora, consentendo al meccanismo di affinarsi ulteriormente prima di un’eventuale stabilizzazione definitiva. L’obiettivo, peraltro condivisibile, è quello di ridurre il più possibile gli oneri a carico dei soggetti passati, automatando il reperimento e l’inserimento di una mole significativa di informazioni. Resta inteso, però, che la responsabilità ultima della dichiarazione cade sempre sul contribuente, il quale è tenuto a integrare i dati ove necessario e a correggere eventuali inesattezze, prima di trasmettere il modulo all’erario. La pubblicazione tempestiva di queste regole offre, dunque, un quadro di riferimento stabile per i professionisti del settore, chiamati a guidare le imprese in un percorso amministrativo che, sebbene assistito dalla tecnologia, richiede sempre massima diligenza.

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