Nursing Up contesta Nursind: "Indignazione tardiva su stipendi, dopo aver firmato il Contratto"
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Redazione Salute
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La polemica tra i sindacati degli infermieri si riaccende, mentre i dati sulla carenza di personale e sul crollo dei salari continuano a dipingere un quadro desolante per la sanità pubblica. Nursing Up, attraverso un comunicato, ha duramente criticato la posizione del Nursind, guidato da Andrea Bottega, che nelle ultime ore ha denunciato la perdita di potere d’acquisto dei professionisti del settore, citando i numeri allarmanti diffusi dalla Fondazione Gimbe.
Quel che appare paradossale, tuttavia, è che lo stesso Nursind aveva espresso pubblicamente il proprio assenso al recente Contratto collettivo, un accordo che, secondo Nursing Up, non affronta in modo strutturale il problema retributivo. "C’è un tempo per tutto, persino per indignarsi – si legge nel testo – ma quando lo si fa dopo aver sostenuto un atto inefficace, le domande diventano inevitabili".
I numeri, intanto, confermano una situazione critica: con soli 6,5 infermieri ogni mille abitanti, l’Italia si colloca ben al di sotto della media europea, ferma a 9. Peggio del nostro Paese, in Europa, fanno soltanto Spagna, Polonia, Ungheria, Lettonia e Grecia. Un dato che si lega strettamente all’emorragia di professionisti, con oltre diecimila abbandoni volontari nel 2022, secondo il report Gimbe presentato al Congresso Fnopi di Rimini.
La fuga dalla professione, del resto, è favorita da stipendi sempre più bassi e da un progressivo invecchiamento della forza lavoro, mentre i neolaureati, scoraggiati dalle condizioni contrattuali, scelgono sempre più spesso altre strade. Nursing Up ribadisce la propria coerenza nel denunciare da tempo queste criticità, sottolineando come alcune prese di posizione, se arrivate in ritardo, rischino di suonare poco credibili.




