Manovra 2026, Nursing Up frena sugli aumenti al personale sanitario

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre le istituzioni parlano di incrementi “epocali” per i lavoratori della sanità, il sindacato Nursing Up invita a una lettura più cauta e approfondita dei numeri contenuti nella Manovra 2026. Secondo l’organizzazione, che rappresenta una parte significativa del personale, le cifre celebrate con enfasi non costituirebbero, nella loro interezza, nuove risorse fresche. Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up, pur riconoscendo al Governo il merito di “aver mosso le acque” su un tema sensibile e trascurato, sottolinea come i dati reali parlino di importi che inglobano anche fondi già stanziati in passato. Una operazione di rilancio, dunque, che rischierebbe di apparire più sostanziosa di quanto non sia in realtà, lasciando irrisolte le criticità di fondo di un Sistema Sanitario Nazionale alle prese con una crisi contrattuale che perdura da oltre un ventennio.

Le cifre ufficiali della Corte dei Conti

A fornire il quadro quantitativo degli interventi è stata la Corte dei Conti, la quale, nel corso di un’audizione sul disegno di legge di Bilancio, ha specificato gli importi degli incrementi. Questi, che interessano l’indennità di specificità prevista dai contratti collettivi dell’Area Sanità e del Comparto, porterebbero a un aumento medio annuo lordo di 3.052 euro per medici e veterinari. Per la vasta categoria degli infermieri, invece, l’incremento si attesterebbe su una media di 1.600 euro lordi all’anno. Si tratta di voci accessorie, è bene ricordarlo, che vanno a integrare la retribuzione base e che sono concepite per compensare aspetti peculiari e gravosi delle professioni sanitarie.

La posizione critica del sindacato

La reazione di Nursing Up, di fronte a questi numeri, è stata di netta contrarietà rispetto al trionfalismo percepito. «Non possiamo accontentarci di cifre esigue», ha affermato De Palma, «che non sanano la crisi contrattuale ventennale del SSN». Il rischio, paventato dal sindacato, è che l’annuncio di aumenti così consistenti sulla carta possa in realtà nascondere una minore incisività sul potere d’acquisto dei lavoratori, i quali, negli anni, hanno visto erodersi progressivamente il valore dei propri stipendi. Una situazione, questa, che contribuisce al fenomeno della fuga dei professionisti verso il settore privato o l’estero, privando gli ospedali pubblici di figure essenziali.

Il contesto delle risorse preesistenti

Il punto centrale della contestazione risiede nell’origine di queste risorse. Secondo l’analisi del sindacato, la somma totale che oggi viene presentata come un nuovo, Corposo investimento, comprenderebbe in verità anche finanziamenti già previsti e stanziati in esercizi finanziari precedenti. Questa circostanza, se confermata, ridimensionerebbe notevolmente la portata innovativa della manovra, configurandola più come una riconferma che come una svolta. Una parte di essi, insomma, non rappresenterebbe un vero e proprio incremento, bensì la continuazione di impegni economici già assunti, il cui impatto, da solo, non è stato sufficiente a colmare il divario retributivo accumulatosi nel tempo.

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