Crisi Aeffe, la cassa integrazione straordinaria coinvolge 389 dipendenti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La crisi Aeffe entra in una nuova fase con la richiesta di cassa integrazione straordinaria per 389 dipendenti del gruppo della moda, tra lo stabilimento produttivo di San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini, e la sede di Milano. La società che controlla Alberta Ferretti, Moschino e Pollini ha avviato il percorso per il passaggio dagli ammortizzatori ordinari a quelli straordinari, aprendo un nuovo confronto con le organizzazioni sindacali.
Il confronto con i sindacati sulla nuova procedura
La richiesta riguarda lo stabilimento romagnolo con 289 lavoratori interessati e la struttura milanese con circa 100 dipendenti coinvolti. L’azienda ha chiesto un esame congiunto per avviare la procedura, mentre la Cgil si prepara a valutare la proposta dopo le critiche espresse sul precedente utilizzo della cassa integrazione ordinaria.
Il sindacato aveva contestato la modalità con cui era stata gestita la precedente fase degli ammortizzatori sociali, ritenendo necessario un diverso approccio nella gestione della crisi occupazionale. Il passaggio alla cassa integrazione straordinaria apre ora un tavolo di confronto sulle condizioni della misura e sugli strumenti da adottare per i lavoratori coinvolti.
La crisi occupazionale e il rischio per i redditi
La nuova richiesta arriva dopo l’annuncio di 221 esuberi complessivi tra le sedi di San Giovanni in Marignano e Milano e dopo l’avvio delle procedure di licenziamento per 120 lavoratori. La situazione ha generato preoccupazione tra le rappresentanze dei dipendenti, anche per gli effetti economici legati ai tempi di accesso agli strumenti di sostegno al reddito.
La consigliera regionale del Partito Democratico Emma Petitti ha definito la crisi un problema che riguarda non solo i posti di lavoro, ma anche il comparto produttivo della provincia di Rimini. Secondo Petitti, la difficoltà dell’azienda coinvolge un patrimonio industriale costruito nel tempo e può avere conseguenze sull’intera filiera collegata alla moda nel territorio.
Il futuro del gruppo tra ristrutturazione e possibile acquisizione
Sullo sfondo della vertenza è stato presentato un progetto di riorganizzazione societaria del gruppo. Per Aeffe è stata presentata un’offerta da 115 milioni di euro da parte di Oxy Capital insieme a una cordata di imprenditori, con un progetto che prevede l’acquisizione delle attività italiane attraverso tre nuove società operative.
Tra le richieste presentate figura un finanziamento ponte da 7 milioni di euro, destinato a sostenere il percorso fino alla definizione dell’operazione societaria.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
