Crisi Aeffe, l'interpellanza di Marcello in Regione: "Il governo c'è, voi che fate?"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La crisi del gruppo Aeffe, con i suoi marchi di lusso noti in tutto il mondo, è approdata ufficialmente nell'aula dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, dopo aver tenuto col fiato sospeso centinaia di lavoratori e un intero distretto produttivo. Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Nicola Marcello, ha depositato una formale interpellanza indirizzata alla Giunta guidata dalla presidente, sollecitando risposte e iniziative su una vicenda che tocca da vicino, in particolare, lo stabilimento di San Giovanni in Marignano. La procedura di licenziamento collettivo, avviata dall'azienda lo scorso ottobre, coinvolge infatti complessivamente 221 dipendenti su un totale di 658, un numero che, per la sua entità e per le ricadute sul territorio, impone secondo il rappresentante di FdI un impegno ben più incisivo da parte dell'amministrazione regionale.

La richiesta di interventi strutturati e la proposta dello Stato come socio

Nel documento, Marcello ripercorre i fatti noti – a partire dalla comunicazione formale del 7 ottobre 2025 – ma spinge affinché la Regione definisca, e in tempi certi, misure specifiche di politica attiva del lavoro. Queste, che dovrebbero spaziare dalla formazione alla riqualificazione professionale fino agli sforzi per la ricollocazione, sono considerate indispensabili per offrire una prospettiva ai lavoratori coinvolti, molti dei quali si trovano in una condizione di grande incertezza. La sollecitazione politica arriva in un momento particolarmente delicato, mentre sul tavolo nazionale, come riportato da alcune testate locali, sarebbe emersa un'ipotesi audace: quella di un ingresso dello Stato nel capitale societario di Aeffe per un periodo di cinque anni, con un investimento che potrebbe aggirarsi intorno ai trenta milioni di euro.

Il coinvolgimento del governo e la gestione dei tavoli anticrisi

La proposta, fatta circolare dalla senatrice del medesimo partito Domenica Spinelli, si inserirebbe nel quadro degli sforzi che l'esecutivo nazionale, ora guidato nuovamente dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sta portando avanti per gestire la crisi. Secondo quanto riferito, il governo sta seguendo il dossier con la sinergia di due ministeri chiave: quello delle Imprese e del Made in Italy e quello del Lavoro. Questo doppio binario, tra possibile salvataggio pubblico e attenzione alla tenuta occupazionale, sembra tuttavia scontrarsi con una realtà complessa, come dimostra il recente episodio in Lombardia dove, nonostante gli incontri tra direzione aziendale e parti sociali, per un gruppo di 48 lavoratori non si è trovata alcuna soluzione alternativa al licenziamento.

La situazione tesa e la domanda sulle misure regionali

La tensione, dunque, resta altissima per il gruppo che controlla brand del calibro di Moschino e Alberta Ferretti, diviso tra tentativi di riorganizzazione aziendale e pressioni sociali. L'interpellanza di Nicola Marcello punta il dito proprio su questo aspetto, sottolineando come, accanto all'impegno del governo centrale, manchi forse un'azione altrettanto vigorosa da parte dell'ente regionale, che pure dovrebbe avere tra i suoi compiti primari la tutela del tessuto economico e occupazionale del suo territorio. La domanda, implicita ma chiara, è se la Giunta abbia già definito una strategia operativa per accompagnare i lavoratori in questa fase difficile, indipendentemente dagli esiti delle trattative a livello nazionale o delle eventuali mosse societarie.

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