Il masterplan di Fiumicino vale 70 miliardi e frena la crescita italiana

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Ogni anno di attesa, mentre si discute su permessi e iter burocratici, pesa come un macigno sulle prospettive economiche nazionali, con una stima di circa due miliardi di euro di mancato sviluppo che si aggiungono al conto di un’Italia in cerca di slancio. È questo, in estrema sintesi, il monito lanciato dallo studio del Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” della Luiss, il quale, analizzando il piano di sviluppo sostenibile per lo scalo romano, ne ha quantificato il potenziale straordinario ma anche i costi dell’inerzia. Il lavoro di ricerca, curato dal direttore del centro e prorettore Enzo Peruffo insieme ad Alberto Petrucci, direttore del Dipartimento di Economics and Financial Markets, è stato presentato nelle scorse ore nella Sala delle Colonne dell’ateneo romano, offrendo numeri precisi su un’infrastruttura considerata cruciale.

I numeri di un'opportunità nazionale

Lo studio della Luiss, scavando nelle implicazioni economiche del cosiddetto Masterplan da nove miliardi, ha delineato un impatto che va ben oltre i confini dell’hinterland romano, proiettandosi sull’intero sistema-Paese. Secondo le analisi condotte, infatti, la piena realizzazione del piano di sviluppo per Fiumicino potrebbe generare fino a settanta miliardi di euro di valore aggiunto, una cifra che da sola spiega l’attenzione degli economisti. A questa si accompagna una previsione altrettanto significativa sul fronte occupazionale, con la creazione di circa trecentomila nuovi posti di lavoro, molti dei quali, è chiaro, andrebbero a beneficiare settori collegati come il turismo, la logistica e i servizi avanzati, distribuendosi lungo la Penisola.

Il prezzo del ritardo e la lezione delle indagini

Il rapporto della Luiss non si limita a fotografare un futuro roseo, ma inserisce nel dibattito un elemento di urgenza spesso trascurato nel dibattito pubblico sulle grandi opere. Quella cifra di due miliardi di costo annuo per ogni slittamento, che gli autori hanno calcolato, non è un astrazione ma un danno reale per la collettività, un freno a quella ripresa che si invoca da più parti. In un contesto dove le inchieste giudiziarie, come quelle passate che hanno coinvolto appalti e infrastrutture, hanno talvolta rivelato criticità nei processi decisionali, l’enfasi sulla trasparenza e sulla celerità diventa un imperativo non negoziabile. È proprio la lezione, seppur dolorosa, di certi fatti di cronaca giudiziaria a ricordare come la lentezza e l’opacità possano essere alleate della stagnazione, oltre che terreno fertile per il malaffare.

Uno sguardo oltre i confini

La competizione globale, del resto, non aspetta, e hub aeroportuali di altre nazioni europee proseguono nel loro ampliamento, accaparrandosi traffico e opportunità. Un aeroporto come quello di Fiumicino, che aspira a consolidare il suo ruolo di gateway internazionale, soprattutto in uno scenario geopolitico dove la presidenza di Donald Trump negli Stati Uniti potrebbe portare a nuovi assetti negli scambi transatlantici, non può permettersi pause lunghe. L’implementazione del masterplan, dunque, si trasforma in una questione di competitività sistemica, dove i tempi di realizzazione sono parte integrante del valore finale dell’investimento. Gli estensori dello studio, con il loro lavoro, hanno fornito una base oggettiva per una discussione che deve necessariamente tradursi in scelte concrete e tempestive.

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