Wall Street attende i verbali Fed, Piazza Affari chiude in rosso: Ftse Mib -0,03%, spread verso 128

Wall Street attende i verbali Fed, Piazza Affari chiude in rosso: Ftse Mib -0,03%, spread verso 128
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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta di Piazza Affari cambia passo e, dopo un avvio positivo, la Borsa di Milano azzera il rialzo. Il Ftse Mib chiude in rosso dello 0,03% a 50.217 punti, con le vendite che si concentrano sui titoli bancari. Stellantis e Technoprobe si muovono in controtendenza, mentre lo spread tra Btp e Bund si dirige verso quota 128. È il quadro di una giornata che gli operatori definiscono di transizione, in attesa del vero evento: la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione del Fomc.

Il quadro macro secondo Cfo Sim

Antonio Tognoli, responsabile Macro Analisi e Comunicazione di Cfo Sim, sintetizza così l'umore del mercato: «Giornata di transizione sul fronte macro, con pochi dati hard di peso ma un focus chiaro sulla Fed e qualche segnale importante dall'industria europea». L'analista sottolinea come negli Stati Uniti l'attenzione sia quasi interamente concentrata sulle minute del Fomc relative alla riunione del 15-16 settembre, l'appuntamento in cui la Federal Reserve ha deciso di alzare i tassi di 25 punti base, portando il costo del denaro nella forchetta 3,75%-4%.

Il primo rialzo dopo anni

Si tratta del primo rialzo dopo circa tre anni, una mossa che segna una discontinuità rispetto al ciclo precedente. I verbali pubblicati mercoledì offrono un quadro più dettagliato delle discussioni interne al comitato. Secondo quanto emerge dal documento, i membri votanti del Fomc hanno sostenuto all'unanimità la decisione di alzare di un quarto di punto percentuale l'intervallo obiettivo del tasso di riferimento. La scelta è maturata in un contesto caratterizzato da segnali di accelerazione dell'economia nel suo complesso.

Le divisioni interne alla Fed

Dietro l'unanimità del voto, i verbali rivelano però una divergenza di vedute sulle motivazioni. Da un lato, molti partecipanti hanno considerato l'aumento dei tassi una mossa prudente sul piano della gestione del rischio, un'assicurazione contro la possibilità che l'inflazione resti persistentemente al di sopra dell'obiettivo del 2%. Dall'altro, una parte dei funzionari ha ritenuto che tassi più elevati fossero necessari in base alle proprie previsioni economiche, segnalando una preoccupazione maggiore per le pressioni inflazionistiche.

Un gruppo più ristretto ha infine motivato il sostegno al rialzo con la convinzione che il tasso neutrale fosse in realtà più alto di quanto stimato in precedenza.

Le prospettive per i prossimi mesi

La maggior parte dei partecipanti valuta che un ulteriore aumento del target range potrebbe essere appropriato entro la fine dell'anno. I mercati, dal canto loro, sembrano aver ridotto le aspettative di un intervento immediato: le probabilità di un rialzo già nella riunione di ottobre si attestano su valori contenuti, mentre resta più concreta l'ipotesi di un intervento nella riunione di dicembre.

Il Fomc si riunirà ancora due volte prima della fine del 2026, in ottobre e in dicembre, e i verbali precisano che i funzionari affronteranno ogni appuntamento con mente aperta, lasciando le decisioni future subordinate ai dati in arrivo. Il prossimo appuntamento chiave sul fronte statistico è rappresentato dalla lettura dell'indice dei prezzi al consumo, in calendario la prossima settimana.

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