Mythos, l’arma a doppio taglio dell’AI che fa tremare i caveau europei
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Redazione Interno
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Un’intelligenza artificiale talmente potente da scovare, in un battito di ciglia, falle informatiche mai emerse prima: è questo il nodo scorsoio che la Banca centrale europea ha deciso di affrontare a muso duro.
L’istituto di Francoforte, guidato da Christine Lagarde, ha convocato per martedì 26 maggio una riunione d’urgenza con i principali gruppi bancari dell’Eurozona, dopo che il modello “Claude Mythos Preview” di Anthropic ha dimostrato sul campo – stando a quanto riportato dal “Financial Times” – di poter mettere in ginocchio anche gli standard di protezione più avanzati.
Non si tratta dell’ennesimo allarme teorico: nelle ultime settimane, il sistema ha letteralmente “bucato” le difese virtuali degli istituti che hanno avuto la ventura (o la sfortuna) di testarlo, in un progetto pilota segreto chiamato “Project Glasswing”.
Il ritardo europeo e la spinta di Elderson
Se da un lato le grandi banche statunitensi – e a breve anche i tre maggiori colossi giapponesi – stanno già correndo ai ripari, tappando decine di vulnerabilità segnalate dallo strumento, dall’altro l’Europa rischia di restare al palo, esclusa da un accesso che al momento è stato concesso a pochi eletti. Una disparità, quella tecnologica, che a Francoforte fa tremare i polsi. Frank Elderson, vicepresidente del braccio di vigilanza bancaria della Bce, ha lanciato un monito senza mezzi termini: la mancata possibilità di usare Mythos “non è una scusa per l’inazione”.
Il problema, ha spiegato, riguarda i tempi di reazione. Mentre in passato per correggere una falla si avevano a disposizione settimane, oggi – con l’AI in mano agli hacker – il conto alla rovescia si riduce a mezz’ora: il tempo tecnico necessario per fare “reverse engineering” di una patch di sicurezza appena rilasciata.
Dal rischio cyber alla trappola della concentrazione
L’attenzione della vigilanza, però, non si limita al perimetro dei firewall e dei dati trafugati. La Bce ha inserito l’intelligenza artificiale tra le priorità assolute per il triennio 2026-2028, e sta chiedendo conto agli istituti anche di un rischio più subdolo: quello finanziario legato ai finanziamenti dei data center.
In sostanza, le autorità vogliono sapere quante banche hanno prestato soldi ai giganti della tecnologia o ai costruttori di infrastrutture per l’AI; un prestito che, in caso di bolla speculativa o di crollo di un fornitore, potrebbe trasformarsi in una perdita a cascata difficile da gestire. La dipendenza dall’ecosistema statunitense, di fatto, espone il Vecchio continente a una concentrazione di rischio sistemico che nessun modello tradizionale riesce ancora a catturare appieno.
Lagarde alza la pressione su un sistema impreparato
L’obiettivo dichiarato del vertice di domani è spingere le banche a cambiare passo: niente più procedure farraginose per installare gli aggiornamenti, ma processi capaci di assorbire le correzioni in tempo reale. Elderson, usando una metafora musicale, ha detto che bisogna passare “dall’andante al presto”. Per la presidente Lagarde, quella di martedì è un’occasione per fare pressing affinché gli istituti americani – già avvantaggiati – condividano le informazioni sensibili con le controparti europee, creando una rete di difesa comune.
In attesa che Anthropic decida se rendere accessibile Mythos al grande pubblico (un’eventualità che la società non ha escluso, a patto di mettere a punto misure di sicurezza adeguate), il sistema finanziario europeo si trova a navigare a vista in un mare di vulnerabilità invisibili, dove la prossima falla potrebbe essere già stata scoperta da una macchina, in attesa di essere usata.




