Mythos e il sistema bancario europeo: la Bce convoca una riunione d’urgenza sulla minaccia invisibile dell’intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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Quando il mese scorso è stato presentato Mythos, il nuovo modello di Anthropic dedicato alla sicurezza informatica, non tutti avevano forse compreso la portata dirompente di quell’annuncio. Oggi, a distanza di poche settimane, il polverone sollevato da quella presentazione non solo non si è ancora posato, ma ha addirittura costretto la Banca centrale europea a convocare una riunione d’urgenza con i principali istituti di credito del Vecchio continente.
L’incontro, fissato per martedì 26 maggio, ha un unico, ossessivo ordine del giorno: le potenziali brecce che Mythos – o, per usare la sua denominazione completa, Claude Mythos Preview – può aprire nei perimetri di sicurezza delle banche europee, ancora sostanzialmente digiune riguardo al funzionamento di questo nuovo modello di intelligenza artificiale, a differenza dei loro competitor statunitensi.
Il timore del reverse engineering: una patch in trenta minuti
Ciò che getta nello sconforto i regolatori di Francoforte non è tanto l’idea di un’intelligenza artificiale generica, quanto la specifica capacità offensiva di questo strumento, definito dagli stessi addetti ai lavori come una vera e propria “svolta” nella cybersecurity. La preoccupazione, alimentata dalle dichiarazioni rilasciate al Financial Times da Frank Elderson – membro del board della Bce e vicepresidente del Consiglio di vigilanza sulle banche – riguarda la velocità con cui Mythos è in grado di decodificare le patch di sicurezza.
Se fino a ieri, quando un grande fornitore di software rilasciava un aggiornamento per tappare una falla, le banche avevano a disposizione settimane per intervenire, oggi quel lasso di tempo si ridurrebbe drasticamente. “Sembra che sia possibile fare reverse engineering della vulnerabilità che la patch dovrebbe correggere, non in settimane, ma forse in 30 minuti”, ha spiegato Elderson, utilizzando una metafora musicale per sottolineare il cambio di passo necessario: ciò che prima poteva andare bene a un ritmo “andante”, oggi richiede un’esecuzione “presto”.
Il divario tecnologico tra Stati Uniti ed Europa e il caso "Glasswing"
A rendere la situazione ancora più tesa, per i vertici dell’Eurotower, non è solo la minaccia in sé, ma la disparità di accesso alla tecnologia che potrebbe generare un’asimmetria informativa pericolosa. Anthropic, la società che ha sviluppato il modello, ha infatti concesso l’accesso a Mythos solo a un numero limitato di organizzazioni nell’ambito del test chiamato “Project Glasswing”, e si tratta perlopiù di enti e aziende statunitensi.
Le grandi banche di Wall Street, come JP Morgan Chase – che ricadono comunque sotto la vigilanza della Bce in quanto operano in Europa – hanno quindi avuto la possibilità di testare lo strumento e di iniziare a correggere le decine di migliaia di vulnerabilità rilevate. Lo stesso Anthropic ha dichiarato che, nell’ultimo mese, Mythos ha individuato oltre diecimila vulnerabilità di gravità elevata o critica nei software più importanti al mondo, inclusi i sistemi operativi e i browser più diffusi.
Le banche europee, invece, sono state escluse da questo giro di test, e il vicepresidente Elderson non ha nascosto l’amarezza per questa esclusione, definendola “un peccato”. Tuttavia, come ha avvertito chiaramente, “la mancanza di accesso a Mythos non è una scusa per l’inazione”, perché gli attori malintenzionati potrebbero impadronirsi di questa tecnologia molto presto.
Verso una condivisione forzata delle informazioni
Alla luce di questo scenario, la riunione convocata per oggi assume i contorni di un vero e proprio faccia a faccia tra la vigilanza bancaria europea e gli istituti di credito, nel tentativo di accelerare i processi di aggiornamento tecnologico e di difesa. L’obiettivo dichiarato di Francoforte è duplice: da un lato, spingere le banche a rivedere drasticamente i loro protocolli per l’applicazione delle patch, riducendo i tempi di esposizione alle minacce; dall’altro, utilizzare la leva delle banche americane presenti sul suolo europeo come intermediarie obbligate.
La Bce intende infatti sollecitare gli istituti statunitensi, che già dispongono di tecnologie più avanzate e che hanno avuto accesso a Mythos, a condividere le loro valutazioni e le loro esperienze con le controparti europee. “Vogliamo sentire le loro valutazioni, far condividere le loro esperienze e sottolineare l’urgenza di questo problema”, ha ribadito Elderson, confermando che il meeting di oggi sarà l’occasione per fare luce su un tema che Christine Lagarde, presidente della Bce, ha definito come la necessità impellente di “costruire difese contro l’uso malevolo dell’AI”.




