Milano – Oltre 200mila firme consegnate al governo per chiedere la fine del memorandum con Israele

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’appello "Ora!", promosso da Emergency e sostenuto da una vasta rete di associazioni, ha raggiunto un traguardo significativo: più di 200.000 adesioni, consegnate ieri alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Antonio Tajani (Esteri) e Guido Crosetto (Difesa). L’obiettivo è chiaro: bloccare il rinnovo automatico, previsto per l’8 giugno, dell’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele, alla luce di quanto sta accadendo a Gaza.

Il testo, che invoca un intervento immediato per fermare quella che viene definita una "catastrofe umanitaria", si inserisce in un dibattito sempre più acceso sulla posizione italiana nel conflitto. Yousef Salman, presidente della comunità palestinese di Roma e Lazio, non usa mezzi termini: "Israele è un progetto dell’impero occidentale nel cuore del mondo arabo", affermando che rappresenta uno strumento di controllo sulle risorse della regione.

La scelta delle parole non è casuale. Quando si parla di "genocidio", il riferimento è alla definizione coniata da Raphael Lemkin, il giurista ebreo-polacco che, dopo aver studiato lo sterminio degli armeni e poi quello degli ebrei, volle individuare un crimine specifico: la volontà di annientare un gruppo in quanto tale. Oggi, quella parola torna con forza nelle proteste di chi chiede alla politica italiana di prendere una posizione netta.

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