Motus-E al Mef: quattro misure per tagliare i carburanti fossili
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Redazione Economia
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Quattro proposte scritte nero su bianco e recapitate al ministero dell’Economia e delle Finanze. Motus-E, l’associazione che riunisce gli operatori della filiera della mobilità elettrica, ha trasmesso al Mef un pacchetto di interventi pensato per ridurre in modo strutturale il consumo di carburanti fossili, sfruttando la flessibilità concessa dalla Clausola Nazionale di Salvaguardia (National Escape Clause) per le misure legate alla sicurezza energetica.
Il documento parte da una constatazione: in un contesto geopolitico che continua a penalizzare la dipendenza italiana dalle importazioni petrolifere, la sostituzione dei combustibili fossili importati con elettricità prodotta da fonti rinnovabili diventa una priorità di carattere strategico, non soltanto ambientale.
Quattro interventi per elettrificare i consumi
Il primo tassello riguarda il supporto all’installazione di infrastrutture di ricarica private per imprese, professionisti e operatori della logistica. Motus-E propone di reintrodurre un contributo in conto capitale per l’acquisto e la posa di colonnine e wallbox, con una dotazione calibrata sulle effettive esigenze di elettrificazione dei luoghi di lavoro. La misura punta a ridurre i consumi di gasolio nei siti produttivi e nei parcheggi aziendali.
Il secondo intervento tocca la fiscalità delle flotte aziendali elettrificate e il sostegno alla ricarica domestica dei dipendenti: si tratta di una proposta elaborata insieme ad Anfia, Aniasa e Unrae, che prevede l’innalzamento delle percentuali di deducibilità per le auto elettriche e ricaricabili nel triennio 2027-2029, accompagnato dall’adeguamento dei massimali di costo fermi da decenni a 18.075 euro per l’acquisto e a 3.615 euro per il noleggio.
Il nodo delle flotte aziendali
Il canale delle flotte è considerato decisivo perché in Italia rappresenta poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni, contro una media europea che sfiora il 60%.
Le società di noleggio e le aziende sostituiscono i veicoli con maggiore frequenza rispetto ai privati e alimentano in modo significativo il mercato dell’usato: su un parco circolante di 41,3 milioni di autovetture, il secondo d’Europa per dimensione e il più anziano tra i quattro maggiori mercati con un’età media di 13 anni, accelerare il ricambio verso tecnologie a zero emissioni allo scarico produce effetti che non restano confinati nel perimetro aziendale. La proposta interassociativa stima che la revisione fiscale possa favorire l’immatricolazione di circa 400.000 veicoli a zero e basse emissioni nel triennio 2027-2029, con un impegno finanziario valutato in 515 milioni di euro e un impatto inferiore a 2,5 milioni per l’eliminazione della penalizzazione fiscale sulla ricarica domestica.
Colonnine ad alta potenza lungo la rete Ten-T
Il terzo fronte riguarda la rete pubblica di ricarica in corrente continua ad alta e altissima potenza lungo la rete Ten-T comprehensive. Motus-E chiede che una parte delle risorse rese disponibili con lo scostamento di bilancio venga destinata a un fondo dedicato all’installazione di infrastrutture da almeno 150 kW per auto e camion lungo il principale sistema di collegamenti europeo, a esclusione delle autostrade, già oggetto di gare pubbliche che procedono a rilento.
La rete transeuropea dei trasporti, riformata dal regolamento Ue del 2024, prevede il completamento della rete centrale entro il 2030, della rete centrale estesa entro il 2040 e della rete globale entro il 2050. L’obiettivo dichiarato è sostituire il consumo di carburanti importati con elettricità di produzione rinnovabile sulla grande viabilità.
L’ultima proposta riguarda il trasporto merci: Motus-E chiede di rafforzare gli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici dedicati alla logistica, aumentando i fondi per l’elettrificazione e i veicoli a zero emissioni allo scarico.
Il ritardo italiano nell’elettrico
Il pacchetto di proposte arriva in un momento in cui il mercato italiano delle auto elettriche mostra segnali di crescita ma resta distante dai principali partner europei. A settembre 2026 le immatricolazioni di vetture full electric hanno raggiunto 10.544 unità, con un aumento del 47,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, e la quota di mercato è salita al 7,6%. Nei primi nove mesi dell’anno sono state immatricolate oltre 100.000 auto elettriche, con una crescita del 65,8%.
Il confronto con Francia e Germania, dove le quote delle elettriche superano rispettivamente il 38% e il 32%, continua però a essere impietoso.
Il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, ha commentato che le quattro proposte condividono «una medesima impostazione: intervenire sulle condizioni strutturali della sostituzione dei combustibili fossili importati», aggiungendo che l’impostazione adottata «non solo è coerente con i vincoli di utilizzo dei fondi definiti dalla Commissione Ue, ma consentirebbe anche all’Italia di colmare il pericoloso ritardo rispetto all’Europa nell’adozione della mobilità elettrica». Sul fronte delle infrastrutture, al 30 giugno 2026 i punti di ricarica pubblici hanno raggiunto quota 84.564, con oltre 17.000 installazioni negli ultimi dodici mesi.
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