Noleggio sociale e detrazioni: la proposta di Motus-E per sbloccare l’elettrico in Italia
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Redazione Economia
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Roma – Mentre il mercato globale dell’auto elettrica avanza a ritmi sostenuti, con una quota prevista del 20% sulle vendite mondiali entro fine anno, l’Italia stenta a tenere il passo. Nonostante una rete di ricarica pubblica tra le più efficienti d’Europa – con un punto ogni 5,4 vetture, a fronte di una media Ue di uno ogni 8,3 – la domanda rimane fiacca. Lo confermano i dati dello *E-Mobility Trend Barometer 2025*, studio condotto da BearingPoint su sei Paesi, tra cui il nostro, dove solo il 24% degli intervistati si dichiara pronto alla transizione.
Uno dei nodi da sciogliere è quello economico. Sebbene l’Italia non sia tra i luoghi più costosi per ricaricare – secondo Switcher.ie, con 5,57 euro ogni 100 km si posiziona al settimo posto su 38 Paesi analizzati – il prezzo d’acquisto dei veicoli continua a rappresentare un ostacolo. Motus-E, l’associazione che riunisce operatori del settore, avanza quindi una proposta articolata: puntare sul noleggio sociale e ampliare la deducibilità delle auto aziendali.
Il noleggio sociale, già sperimentato per altri beni, potrebbe essere esteso alle elettriche, garantendo accesso a chi non può sostenere l’investimento iniziale. Parallelamente, incentivare la deducibilità fiscale per le flotte corporate accelererebbe il ricambio del parco circolante. "L’infrastruttura c’è, ma senza domanda rischia di restare sottoutilizzata", osserva un analista del settore, che preferisce rimanere anonimo.




