Noleggio sociale e auto aziendali: la proposta di Motus-E per spingere l’elettrico
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Redazione Economia
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Nonostante la mobilità elettrica sia ormai un fenomeno globale in rapida ascesa – si stima che entro fine anno un’auto su cinque venduta nel mondo sarà a batteria – l’Italia fatica a tenere il passo. Un paradosso, considerando che il Paese vanta un’infrastruttura di ricarica tra le più avanzate d’Europa, con una colonnina ogni 5,4 veicoli, a fronte di una media europea di uno ogni 8,3 e di uno ogni 9 in Cina. Eppure, la domanda rimane stagnante, frenata da costi proibitivi e da un mercato che, almeno per ora, sembra accessibile solo a pochi.
Proprio i prezzi della ricarica sono finiti sotto la lente della Commissione di allerta rapida, sollecitata dalle associazioni dei consumatori. Dall’indagine su 24 operatori – di cui 10 principali – è emerso che l’energia per alimentare le auto elettriche può costare fino a sette-otto volte più del Prezzo Unico Nazionale (PUN), rendendo di fatto insostenibile per molti il passaggio all’elettrico. Un problema che non riguarda solo l’Italia: in Europa, il costo della ricarica domestica varia in modo significativo da Paese a Paese, creando disparità economiche che rischiano di rallentare la transizione.
In questo contesto, Motus-E avanza una proposta concreta: puntare sul noleggio sociale e sulla deducibilità fiscale delle auto aziendali per democratizzare l’accesso all’elettrico. Un approccio che, se adottato, potrebbe aggirare gli ostacoli legati ai costi iniziali dei veicoli, spesso troppo elevati per i privati. Intanto, sul fronte informativo, iniziative come l’«Autotorino Evolution Advisor» cercano di colmare il gap conoscitivo: una piattaforma che, attraverso un semplice quiz, aiuta gli automobilisti a valutare costi, consumi e impatto ambientale, orientandoli verso scelte più consapevoli.




