Incentivi auto, arriva il noleggio sociale a canone ridotto
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Redazione Economia
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Gli incentivi auto entrano in una nuova fase con l’introduzione del noleggio a lungo termine sociale a canone calmierato, una misura inserita nel pacchetto di interventi per la mobilità sostenibile promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il programma è pensato per facilitare il passaggio a vetture di nuova generazione da parte delle famiglie con reddito più basso, aprendo anche a soluzioni diverse dall’acquisto tradizionale. Al centro del provvedimento c’è l’idea di rendere più accessibile l’utilizzo di auto meno inquinanti, senza vincolare la scelta a una sola tipologia di alimentazione. Il meccanismo si inserisce nel quadro più ampio dei bonus già annunciati e ora in fase di attuazione.
Noleggio sociale e requisiti per l’accesso agli incentivi
Il nuovo schema di noleggio sociale si basa su condizioni precise che definiscono l’accesso agli incentivi auto. Il requisito principale riguarda la rottamazione di un veicolo di classe Euro 4 o inferiore, che deve essere stato intestato al richiedente o a un familiare convivente per almeno dodici mesi. In cambio, è previsto il passaggio a un’auto Euro 6, con una scelta che non si limita ai modelli elettrici ma include anche ibride, benzina, diesel e GPL, ampliando così il ventaglio delle opzioni disponibili per gli utenti.
Un ulteriore vincolo riguarda le emissioni di CO2, che non devono superare i 135 g/km, elemento che orienta comunque la selezione verso veicoli più efficienti rispetto al parco circolante attuale. La misura è rivolta in particolare ai nuclei con ISEE inferiore ai 30.000 euro, con l’obiettivo di rendere il noleggio a lungo termine uno strumento di accesso alla mobilità sostenibile anche per le fasce economicamente più deboli. Il modello proposto punta così a combinare rinnovo del parco auto e sostenibilità economica.
Incentivi GPL e metano per la trasformazione dei veicoli
Accanto al noleggio sociale, gli incentivi auto comprendono anche un intervento dedicato alla trasformazione dei veicoli a GPL e metano, con un decreto attuativo che definisce fondi e modalità operative fino al 2029. La misura consente il retrofit dei veicoli già circolanti, purché omologati Euro 3 o successivi, e si rivolge sia a persone fisiche sia a persone giuridiche, ampliando così il bacino dei possibili beneficiari.
Il contributo economico previsto varia in base alla tipologia di conversione: 400 euro per la trasformazione a GPL e 800 euro per quella a metano. Il programma si inserisce in una strategia più ampia di riduzione dei costi di utilizzo dei veicoli e di progressiva transizione verso alimentazioni alternative, senza imporre la sostituzione completa dell’auto. La disponibilità dei fondi è stata programmata per più anni, rendendo l’intervento strutturale nel medio periodo.
DPCM automotive e quadro complessivo degli incentivi
Il sistema degli incentivi auto include anche il DPCM automotive, approvato dalla Corte dei Conti e in attesa di pubblicazione ufficiale sul sito del Ministero dei Trasporti. Il provvedimento, già annunciato nei mesi precedenti e confermato in sede di Governo, definisce una dotazione complessiva di 1,34 miliardi, ridotta rispetto alla cifra iniziale a seguito di una riallocazione di risorse destinate ad altre misure economiche.
Tra le misure previste rientrano anche incentivi per i veicoli commerciali, con contributi che possono arrivare fino a 20.000 euro, all’interno di un quadro che mira a sostenere sia il rinnovo delle flotte sia la transizione verso mezzi meno inquinanti. Parallelamente, il Bonus GPL 2026 rappresenta un ulteriore tassello del pacchetto, con l’obiettivo dichiarato di agevolare la trasformazione dei veicoli già in uso e ridurre i costi di esercizio per gli automobilisti, consolidando un insieme di interventi distribuiti su più anni.




