Noleggio sociale e auto aziendali: la proposta di Motus-E per rilanciare l’elettrico in Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Roma – Se a livello globale la mobilità elettrica avanza a ritmi sostenuti – si stima che entro fine anno un’auto su cinque immatricolata nel mondo sarà a zero emissioni – l’Italia fatica a tenere il passo. Un paradosso, considerando che il Paese vanta un’infrastruttura di ricarica tra le più efficienti d’Europa: con quasi 66mila colonnine, c’è un punto di ricarica ogni 5,4 veicoli elettrici, a fronte di una media europea di uno ogni 8,3 e di uno ogni nove in Cina. Eppure, la domanda rimane stagnante, soffocata da barriere economiche e culturali che ne limitano la diffusione.

Motus-E, l’associazione che riunisce operatori e stakeholder del settore, avanza una ricetta per invertire la rotta: puntare sul noleggio sociale e sulla deducibilità fiscale delle auto aziendali. «Strumenti come il leasing a canone agevolato per le fasce più deboli e gli incentivi alle flotte corporate potrebbero dare una spinta decisiva», spiega un analista del gruppo, sottolineando come l’elettrico resti ancora percepito come un privilegio per pochi. Intanto, i costi della ricarica domestica – benché vantaggiosi rispetto al carburante tradizionale – variano sensibilmente in Europa, creando disparità nell’accesso alla transizione verde. «In alcuni Paesi, ricaricare un’auto elettrica costa quasi il doppio che altrove», osserva Eoin Clarke di Switcher, senza però specificare dove il gap sia più marcato.

Per orientare i consumatori nella giungla di dati e opzioni, Autotorino ha lanciato «Evolution Advisor», una piattaforma che, attraverso un quiz sulle abitudini di guida, calcola l’effettiva convenienza del passaggio all’elettrico. «Non si tratta solo di costi, ma di valutare l’impatto ambientale e l’effettiva compatibilità con gli stili di vita», chiarisce un portavoce del dealer, tra i primi in Europa a sperimentare soluzioni simili.

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