Gemelle Kessler, ultimo desiderio esaudito con una sepoltura riservata

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Le gemelle Kessler, Alice ed Ellen, sono state sepolte insieme in una cerimonia privata e senza pubblico, rispettando così l’ultima volontà che avevano più volte espresso e che, già nell’aprile dello scorso anno, una di loro aveva messo nero su bianco. L’ultimo saluto alle due artiste, scomparse lo scorso 17 novembre all’età di 89 anni nella loro casa di Grünwald, vicino a Monaco di Baviera, si è dunque svolto lontano dai riflettori, in un’intimità che ha caratterizzato anche la scelta del suicidio assistito, con cui hanno deciso di concludere un’esistenza sempre vissuta all’insegna di un legame indissolubile.

Un legame che ha superato la vita

La determinazione nel voler rimanere unite «anche nella morte», come ebbero modo di dichiarare pubblicamente, trova ora compimento nella sepoltura congiunta, avvenuta – secondo le ricostruzioni – nello stesso luogo dove riposa la madre. Una scelta, quella della cerimonia segreta, che appare in piena coerenza con il desiderio di riservatezza che ha circondato gli ultimi atti della loro vita, scanditi da una decisione radicale e ponderata. La loro scomparsa, avvenuta in simultanea, ha posto fine a una carriera che le aveva vette protagoniste assolute del varietà televisivo europeo per decenni, lasciando un vuoto nel mondo dello spettacolo ma anche una riflessione sulla libertà di scelta riguardo al fine vita.

Il testamento e le volontà anticipate

Già diversi mesi prima della morte, Ellen Kessler aveva fornito alcuni indizi sulle loro intenzioni, sottolineando come il desiderio di un trapasso condiviso fosse stato formalmente disposto per via testamentaria. Quelle dichiarazioni, che oggi suonano come una lucida anticipazione degli eventi, descrivevano una volontà precisa e inossidabile, frutto di quel legame simbiotico che il pubblico aveva imparato a conoscere attraverso i palcoscenici e gli schermi. La pratica del suicidio assistito, legale in Svizzera e in alcuni stati con precise condizioni, è stata lo strumento attraverso il quale hanno esercitato quella che consideravano l’ultima espressione della loro autonomia, chiudendo un’esistenza in cui l’essere gemelle ha sempre rappresentato il nucleo fondante della loro identità, sia artistica che personale.

Il silenzio dopo l’addio

Dopo la notizia della scomparsa, un lungo silenzio aveva avvolto le circostanze e le modalità dell’addio, fino alle recenti conferme sulla sepoltura. L’assenza di un evento pubblico per l’ultimo saluto sembra rispecchiare la natura stessa del loro legame, così stretto da escludere, in quel momento estremo, qualsiasi forma di partecipazione esterna. La loro storia, che ha attraversato la seconda metà del Novecento tra successi e riconoscimenti, si conclude così nel privato di un cimitero bavarese, lontano dalle luci della ribalta che per tanto tempo le hanno acclamate, ma nel pieno rispetto di un patto fraterno che aveva nell’unione il suo principio e la sua fine.

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