Le gemelle Kessler, un ultimo atto di libertà
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Redazione Interno
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Alice ed Ellen Kessler, le gemelle che hanno segnato un'epoca della televisione con la loro eleganza e le loro performance, hanno pianificato insieme il loro ultimo atto, ricorrendo al suicidio assistito lo scorso 17 novembre. Inseparabili nella vita e sul palcoscenico, hanno scelto di esserlo anche nel momento del trapasso, compiendo in simultanea e con piena consapevolezza il gesto finale. Come ha precisato la loro assistente, “è il medico a preparare l’infusione, ma deve essere rigorosamente il paziente a girare la valvola perché le venga iniettata”, un dettaglio che sottolinea la natura profondamente personale e autonoma di una decisione così radicale. La loro scomparsa, avvenuta all'età di 86 anni, chiude un capitolo di storia dello spettacolo, restituendo l'immagine di un gemellaggio perfetto che si compie fino in fondo, senza lasciare nulla al caso, in una scena preparata con la medesima cura che mettevano nelle loro coreografie.
Un addio preparato con cura
L'ultimo giorno delle Kessler, come è emerso dalle ricostruzioni, è stato vissuto con una serenità che quasi stupisce, considerando la gravità della scelta. Accompagnate da un giurista e da una dottoressa, le due sorelle hanno portato a compimento un percorso che, stando a quanto si apprende, avevano meditato a lungo, trovando nella legislazione vigente in Svizzera la possibilità di un addio dignitoso e conforme alla loro volontà. Non si è trattato, dunque, di un gesto dettato dall'impulso del momento, bensì dell'esito di una riflessione maturata nel tempo, che le ha viste consapevoli e unite fino all'ultimo respiro. La loro fine, che qualcuno ha voluto romanticamente descrivere come una danza nel cielo, rappresenta piuttosto l'affermazione di un diritto, quello di decidere di sé stesse, esercitato in piena coscienza e senza tentennamenti.
L'eco di una notizia discreta
Una delle circostanze che ha colpito, in quei giorni, è stata la relativa discrezione con cui la stampa tedesca ha trattato la notizia della loro scomparsa. A parte il tabloid Bild, che ha dedicato loro il titolo di apertura “Le gemelle Kessler, insieme nella morte”, la maggior parte dei media ha relegato la vicenda in spazi non di primo piano, quasi a sottolineare il carattere privato di una scelta che, per sua natura, sfugge alla spettacolarizzazione. Questo approccio, per certi versi inusuale per figure di tale popolarità, ha evitato il rischio di un morboso accanimento, consentendo al lutto di svolgersi nel riserbo che le stesse interessate, del resto, avevano sempre preferito negli ultimi anni. Un silenzio mediatico che, in qualche modo, ha rispettato la solennità e la dignità del loro commiato.
L'eredità di un'icona dello spettacolo
Il ricordo delle Kessler, per le generazioni che le hanno ammirate, rimane indissolubilmente legato agli anni del varietà televisivo, quando la loro immagine di soubrette garbate e stilisticamente impeccabili rappresentava un ideale di spensieratezza e di eleganza accessibile a tutti. La loro carriera, che le ha portate a diventare un simbolo della Germania del dopoguerra e un volto familiare della Rai, è stata caratterizzata da una leggerezza mai banale e da una professionalità che ha lasciato il segno. La loro decisione finale, per quanto drammatica, non offusca la luminosità del loro percorso artistico, ma ne costituisce piuttosto l'ultimo, coerente capitolo, scritto con la stessa determinazione che le ha sempre distinte.




