Le gemelle Kessler e l'ultimo passo di una vita in sincronia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il loro commiato, avvenuto il 17 novembre nella villa di Grunwald, vicino a Monaco di Baviera, non è stato un caso, bensì l'ultimo atto di un'esistenza condotta con una disciplina ferrea, quella stessa che aveva scandito una carriera straordinaria e trasformato Alice ed Ellen Kessler nel Fräuleinwunder, un "miracolo di signorine" divenuto simbolo di una Germania rinata, educata e positiva, finalmente in grado di far sognare il mondo con le sue gambe chilometriche e il caschetto biondo. «Ora danzano con la grazia e le loro gambe infinite nel cielo», ha scritto un popolare giornale tedesco, usando una metafora che sembra cogliere l'essenza di un destino parallelo e inscindibile, coronato da una morte pacifica, attraverso il suicidio assistito, che ha posto fine alle loro vite all'età di 89 anni.

Una simbiosi perfetta, fino all'ultimo desiderio

Vivevano a Monaco in due appartamenti separati, sebbene comunicanti, in una quotidianità semplice e ordinata che rifletteva una relazione profondamente simbiotica, tanto da spingerle a dichiarare, senza mezzi termini, quale fosse il loro ultimo, comune volere. «Il nostro desiderio – rivelarono in una passata intervista – è andarcene insieme, lo stesso giorno. L'idea che a una delle due capiti prima è molto difficile da sopportare». Un legame, il loro, che si manifestava anche nelle piccole cose, come la passione per la cucina italiana, da loro definita la preferita, con una particolare predilezione per la pasta, che «ci fa stare leggere».

Due donne in un Corpo solo, tra voci e realtà

Negli ultimi tempi, circolavano voci secondo le quali in Ellen serpeggiasse la depressione, mentre Alice appariva più vitale; elementi, questi, che forse hanno segnato i loro ultimi mesi, ma che non scalfiscono l'immagine di un'unità quasi perfetta. Erano, in fondo, «come due donne in un corpo solo», una definizione che racchiudeva anche i momenti di conflitto, risolti chiudendo la parete divisoria del salotto comune, in due spazi gemelli e simmetricamente arredati, a testimonianza di un equilibrio sempre ricercato.

Una carriera danzante, dal palcoscenico al successo televisivo

La loro vita è stata un balletto in perfetta sincronia, iniziato all'età di sei anni e proseguito senza intoppi, dall'Opera di Lipsia a Düsseldorf, dal Lido di Parigi fino all'Italia, dove conquistarono il grande pubblico nel 1961 con il varietà "Giardino d'inverno", impreziosito dalle musiche di Gorni Kramer e dalle coreografie di Don Lurio. Nate a 28 minuti di distanza l'una dall'altra, hanno ballato e vissuto sempre allo stesso passo, un'unica anima in due corpi, il cui percorso si è concluso insieme, come avevano sempre voluto, lasciando dietro di sé un'eredità che, in assenza di figli o nipoti, segue un destino che ora appartiene alla sfera privata.

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