Addio alle gemelle Kessler, unite fino all'ultimo passo
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Redazione Interno
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Si sono spente insieme, come avevano vissuto, Alice ed Ellen Kessler, lasciando un vuoto nel varietà televisivo che le aveva acclamate. La polizia tedesca, i cui accertamenti hanno fatto emergere la natura della loro scomparsa, parla di suicidio assistito, una scelta estrema che ha posto fine, all'età di 89 anni, a un'esistenza straordinariamente simbiotica. Case comunicanti e pranzi alternati, questi alcuni dei dettagli che dipingevano una vita in cui l'una era il riflesso imprescindibile dell'altra, rendendo forse inimmaginabile, dopo quasi nove decenni, un futuro separati.
L'arrivo in Italia e lo scossone al conformismo
Il loro ingresso nel panorama televisivo italiano, voluto da Ettore Bernabei che ne colse il potenziale, rappresentò un elemento di rottura, seppur calibrato, in un'epoca di controlli ferrei. Era il tempo della televisione in bianco e nero, un medium ancora giovane e rigidamente sorvegliato, dove persino una ballerina come Alba Arnova poteva far scandalo semplicemente per l'uso di calze color carne. In quel contesto, la loro bellezza statuaria e il loro stile allegro e internazionale scardinarono, seppur con cautela, modalità di intrattenimento fino a quel momento precostituite.
Il clima culturale dell'epoca
Quelli erano anche gli anni in cui le gag giudicate irriverenti potevano costare caro, come accadde quando Tognazzi e Vianello furono allontanati dal programma "Uno, due e tre" dopo una parodia sull'allora presidente della Repubblica. Un periodo segnato da telefonate minacciose da parte di esponenti politici e da licenziamenti tranchant, che fa da sfondo all'ascesa delle due gemelle. Il loro successo, che superò le barriere del conformismo, dimostrò come un nuovo linguaggio, fatto di eleganza e coreografia impeccabile, stesse lentamente prendendo piede.
Un legame che va oltre la scena
La loro storia, che le ha viste protagoniste indiscusse di un'epoca, si è conclusa con un'ultima, drammatica coreografia. La decisione di andarsene insieme, somministrandosi una sostanza letale, sigilla un legame che ha travalicato i confini del palcoscenico per diventare l'essenza stessa delle loro vite. Una scelta che, al di là di qualsiasi considerazione, chiude un capitolo di storia dello spettacolo italiano, lasciando in eredità l'immagine di un'eleganza senza tempo e di un'affinità così profonda da essere scelta come l'ultimo atto.




