Le gemelle Kessler, un addio scelto nella loro casa di Gruenwald
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un medico e un avvocato, giunti appositamente nella loro abitazione a Gruenwald, hanno assistito Alice ed Ellen Kessler nell’ultimo passo, in quello che è stato un suicidio assistito organizzato con meticolosa precisione. Le due donne, icona dello spettacolo europeo per quelle loro performance che segnarono un’epoca della televisione italiana, hanno così deciso di concludere insieme la propria esistenza, all’età di ottantanove anni, come avevano sempre vissuto: in perfetta sintonia. La polizia bavarese, informata dell’accaduto, ha inviato una pattuglia sul posto che non ha potuto che constatare il decesso, avvenuto in un contesto di piena legalità secondo quanto previsto dalla normativa tedesca in materia.
Il ruolo dell’associazione per una morte dignitosa
A coordinare la procedura, la “Deutsche Gesellschaft fuer humanes Sterbe” (Dghs), la più nota associazione tedesca che si occupa di fine vita, la cui portavoce Wega Wetzel ha successivamente confermato il proprio operato, dichiarando di aver aiutato le gemelle a morire. L’organizzazione, che fornisce supporto e consulenza legale in questi delicatissimi frangenti, garantisce che ogni azione sia condotta nel rigoroso rispetto della legge, una circostanza che, nel caso specifico, sembra non lasciare spazio a dubbi di sorta. La scelta delle Kessler, per quanto radicale, appare dunque come l’esito di una volontà lucida e ponderata.
Un’eredità destinata a chi aiuta gli altri
Parallelamente alla dinamica della scomparsa, emerge con chiarezza la destinazione del loro patrimonio, che secondo quanto da loro stesse anticipato alcuni anni fa, è devoluto a Medici Senza Frontiere. “Non abbiamo più parenti e se li abbiamo non li conosciamo”, spiegavano allora le gemelle, motivando una scelta dettata dalla stima verso un’organizzazione che “rischia la vita per gli altri” e che per il suo impegno ha anche ricevuto il premio Nobel per la Pace. Una decisione, questa, che completa il quadro di un addio voluto e organizzato in ogni suo aspetto, non solo personale ma anche solidale.
Il ricordo di un’epoca televisiva
Oltre sessant’anni sono trascorsi da quando le Kessler irruppero nell’immaginario collettivo con le loro coreografie rivoluzionarie e le gambe chilometriche, diventando un fenomeno di culto in programmi storici diretti da figure come Antonello Falqui. Quel “Da-da-um-pa” e quelle note di Gorni Kramer, con le coreografie di Don Lurio, rimangono impressi nella memoria di chi ha vissuto quegli anni, rappresentando un pezzo indelebile della storia dello spettacolo italiano e non solo. La loro uscita di scena, moderna e coerente fino all’ultimo, sigilla una vita trascorsa all’insegna dell’eleganza e della determinazione.




