Addio alle gemelle Kessler, un ultimo passo insieme
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le gemelle Kessler, Alice ed Ellen, hanno scelto di concludere insieme la loro esistenza, come l’avevano vissuta per quasi novant’anni, attraverso il suicidio assistito, una decisione maturata nel tempo e portata a compimento nella loro casa di Grünwald, nei pressi di Monaco di Baviera. La notizia della loro scomparsa, avvenuta all’età di 89 anni, è stata diffusa ieri mattina dai media tedeschi, per poi trovare un riscontro ufficiale nelle dichiarazioni della polizia, intervenuta sul posto a seguito della loro volontà espressa. Il loro legame, che le aveva rese celebri in tutto il mondo come un’entità unica e inscindibile, si è così perpetuato fino all’ultimo, fedele respiro, sigillando una storia che ha attraversato decenni di televisione e di spettacolo.
L'icona di un'epoca televisiva
Definite, non a caso, “le gambe della nazione”, le due sorelle rappresentarono un simbolo di grazia e di trasgressione controllata in un’Italia ancora ingenua eppure desiderosa di modernità, dove fecero breccia, con la loro impeccabile eleganza e la loro sinuosa coreografia, in un panorama mediatico allora rigidamente normato. Il loro arrivo nello show business scardinò, seppur con la cautela che caratterizzava quegli anni, delle modalità precostituite, introducendo un linguaggio nuovo e una cifra stilistica internazionale che parlava di cabaret e di grandi palcoscenici, di cui qualcuno ricorda ancora le calzamaglie, divenute un tratto distintivo e quasi un’arma di seduzione di massa.
Una simbiosi domestica e esistenziale
La loro vita privata, che scorreva in Germania, rifletteva del resto la profonda unione che le caratterizzava: risiedevano infatti in due appartamenti separati soltanto da una parete scorrevole, una soluzione architettonica che permetteva loro di mantenere una vicinanza costante, pur conservando degli spazi individuali. Avevano arredato quelle stanze con tonalità chiare, come ebbero modo di spiegare, per contrastare la grigia luminosità del nord Europa e scongiurare così il rischio di malinconia, in una scelta di vita che denotava un’attenzione meticolosa al proprio benessere e alla propria serenità.
L'eco di una scelta e il silenzio delle indagini
La circostanza della loro dipartita, che rientra nel quadro normativo tedesco sul fine vita, non ha suscitato, per ovvie ragioni, particolari sviluppi giudiziari, limitandosi le autorità a prendere atto della loro volontà e a registrarne l’evento. L’assenza di dettagli espliciti, in casi del genere, è d’altronde un segno di rispetto verso la dignità delle persone e delle loro scelte più intime, concentrandosi piuttosto sulla traiettoria complessiva di un’esistenza che ha lasciato un’impronta significativa nella cultura popolare, senza bisogno di aggiungere altro a un gesto già di per sé così carico di significato.




