Inter eliminato dalla Champions, il Bodo/Glimt vince e incanta anche a San Siro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte europea dell'Inter si tinge nuovamente di ghiaccio norvegese, e l'addio alla Champions League assume i contorni di una delusione inaspettata per i vicecampioni d'Europa in carica. Nel ritorno degli spareggi disputato al Meazza, la squadra affidata a Cristian Chivu non è riuscita nell'impresa di ribaltare il 3-1 subito all'andata nella gelida serata di Bodø, anzi: i nerazzurri si sono arresi anche davanti al proprio pubblico, cedendo per 2-1 a un Bodo/Glimt che ha confermato sul campo tutte le proprie qualità, quelle stesse qualità che nel corso della fase campionato avevano già messo in difficoltà, e battuto, avversari del calibro di Manchester City e Atletico Madrid -4-9. La formazione di Kjetil Knutsen, al suo primo storico approdo alla fase a eliminazione diretta della massima competizione continentale, ha così completato l'opera, dimostrando una maturità e una personalità sorprendenti per una squadra che proviene da un campionato minore e che si regge su un budget irrisorio rispetto a quello dei giganti d'Europa -4.

La partita, arbitrata dallo spagnolo Hernandez, sembrava aver preso una piega favorevole ai padroni di casa nei primi quarantacinque minuti. L'Inter, schierata con il consueto 3-5-2 che vedeva Sommer tra i pali e una linea difensiva composta da Bisseck, Akanji e Bastoni, aveva il pallino del gioco e cercava con insistenza il gol che potesse riaprire il discorso qualificazione. A centrocampo la novità era rappresentata da Frattesi, affiancato da Barella e Zielinski, con le ali Luis Henrique e Dimarco a spingere sulla fasce, mentre in attacco la coppia era formata da Thuram e dal giovane Esposito -3. Ciononostante, le trame offensive dell'Inter si sono spesso infrante contro il muro eretto dalla difesa ospite, risultando più velleitarie che pericolose: i tentativi di Esposito, Frattesi e Bastoni, per lo più di testa, non hanno impensierito più di tanto il portiere Haikin. Dall'altra parte, il Bodo/Glimt, pur concedendo il possesso agli avversari, aspettava il momento per colpire in ripartenza, sfruttando la velocità dei suoi uomini offensivi.

Gli errori fatali e la freddezza norvegese che hanno gelato il Meazza

Nella ripresa, la musica è cambiata radicalmente, e l'inerzia della sfida si è spostata in modo definitivo dalla parte degli scandinavi. Al minuto 58, un episodio ha letteralmente spento le speranze dei 70mila del Meazza: una disattenzione colossale del difensore centrale Akanji, fin lì uno dei più positivi, ha spianato la strada all'ex milanista Jens Petter Hauge. Il suo errore nel disimpegno ha permesso a Hauge di involarsi verso la porta di Sommer; il portiere svizzero ha respinto il primo tiro, ma nulla ha potuto sulla ribattuta dello stesso attaccante norvegese, che ha firmato lo 0-1 -5-10. Un colpo durissimo per l'Inter di Chivu, che ha provato a reagire gettando nella mischia forze fresche come Diouf, Bonny e Sucic al diciassettesimo del secondo tempo, ma senza riuscire a trovare quella scossa necessaria per raddrizzare la contesa. Anzi, la manovra ne ha risentito in termini di equilibrio, e il Bodo/Glimt ne ha approfittato.

Al minuto 72, infatti, è arrivato il raddoppio che ha chiuso definitivamente i conti. Un'azione in velocità ha mandato in tilt la retroguardia meneghina, con Hauge che questa volta ha svolto il ruolo di assist-man, servendo un pallone d'oro al centrocampista Evjen. Il numero 26 norvegese, inseritosi alle spalle di Bisseck, ha depositato in rete il gol del 2-0, scatenando la festa dei circa duemila tifosi ospiti giunti nella curva dello stadio -5-10. L'Inter, a quel punto, ha avuto solo l'orgoglio per accorciare le distanze: al 76', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Bastoni è stato il più lesto di testa a deviare in rete un pallone vagante, ma per i ragazzi di Chivu non c'è stata la forza per tentare l'assalto finale alla ricerca del 2-2 che avrebbe quantomeno riaperto la contesa -5-10. Il forcing nei minuti conclusivi è stato confuso e disorganizzato, tanto che il Bodo/Glimt ha rischiato in più di un'occasione di segnare il terzo gol in contropiede.

Il tabellino finale racconta di una serataccia per alcuni singoli, come Akanji, a cui le cronache hanno attribuito un 4,5 in pagella, e Thuram, anch'egli ampiamente sotto tono, mentre Dimarco e Bastoni sono apparsi tra i pochi in grado di provare a tenere a galla la squadra -5. Il sogno europeo dell'Inter si infrange così contro una squadra organizzata, quella norvegese, che per la prima volta nella sua storia centra il traguardo degli ottavi di finale di Champions League, dove ora troverà una tra Manchester City e Sporting Lisbona. Per l'Inter di Chivu, reduce da una stagione fin qui dominante in campionato, resta l'amaro in bocca per un doppio confronto gestito male, specialmente nella gara di andata, e l'onta di essere stati eliminati da quella che, sulla carta, era la cenerentola del torneo.

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