Recordati, l’opa del fondo Cvc vale 11 miliardi per il saluto a Piazza Affari
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Redazione Economia
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Il gruppo farmaceutico specializzato nelle malattie rare si appresta a lasciare la Borsa di Milano, dove era presente ininterrottamente dal 1985. La conferma, arrivata nella tarda serata di mercoledì, ha ufficializzato quanto già circolato durante la seduta: Cvc Capital Partners, già azionista di riferimento con una quota prossima al 47%, ha trasmesso al consiglio di amministrazione una manifestazione d’interesse non vincolante per lanciare un’offerta pubblica di acquisto totalitaria volontaria. L’obiettivo dichiarato, una volta perfezionata l’operazione, è quello di ottenere il delisting del Titolo, togliendo così Recordati dal paniere di Piazza Affari.
La proposta, che assegna alla società farmaceutica un valore complessivo di circa 10,9 miliardi di euro, prevede un corrispettivo di 52 euro per ciascuna azione ordinaria, un prezzo che inra una plusvalenza di circa il 12% rispetto alla chiusura della vigilia. La lettera inviata dal fondo anglosassone, tuttavia, è solo il primo passo formale di una procedura complessa e non ancora vincolante: Cvc, che già nel 2018 aveva rilevato il controllo della società dalla famiglia fondatrice, ha infatti subordinato la propria volontà all’esito positivo di una due diligence, alla messa a disposizione delle risorse finanziarie necessarie per finanziare l’acquisizione e, infine, all’identificazione di partner con cui condividere l’iniziativa.
Al momento, gli organi sociali di Recordati non hanno ancora proceduto alla valutazione del contenuto di questa manifestazione d’interesse; una circostanza che lascia intendere come il dossier sia ancora in una fase preliminare, sebbene la reazione del mercato abbia immediatamente scontato la potenziale operazione. Nella giornata di giovedì, le azioni della società sono state oggetto di una sospensione per eccesso di rialzo, un provvedimento tecnico deciso da Borsa Italiana in attesa del chiarimento ufficiale arrivato poi con il comunicato stampa, prima di riprendere le negoziazioni in una fase di pre-asta.
Il fondo Cvc, che già siede al vertice dell’azionariato con circa il 46,82% del capitale, sembra intenzionato a consolidare ulteriormente la propria presa su un gruppo che ha registrato una crescita significativa nell’ultimo decennio, più che raddoppiando le proprie vendite grazie anche a un’aggressiva strategia di espansione nel settore delle terapie per le malattie orfane. Per il gruppo farmaceutico, la cui storia industriale è legata alla famiglia omonima per quasi un secolo, si profila dunque l’addio al listino milanese attraverso un’operazione da oltre 11 miliardi di euro che, se condotta a termine, porterebbe a compimento il disimpegno dal mercato azionario avviato con l’ingresso del private equity nel capitale.
Le condizioni e i passaggi successivi
La natura non vincolante dell’offerta rappresenta un elemento centrale per comprendere l’attuale fase delle trattative. Nella comunicazione ufficiale, la società ha voluto sottolineare come l’indicazione di interesse sia soggetta a molteplici condizioni, tra le quali spiccano lo svolgimento di un’attività di verifica contabile e finanziaria (due diligence) e, in particolare, la necessità per Cvc di reperire le risorse finanziarie necessarie, oltre a individuare eventuali alleati con cui promuovere l’opa. Quest’ultimo aspetto, relativo all’identificazione di partner, non è secondario: per un’operazione di queste dimensioni, che valorizza l’intera società a 10,9 miliardi di euro, è prassi consolidata nel settore del private equity che i fondi si aggregino per suddividere l’esposizione finanziaria.
La valutazione indicativa di 52 euro per azione rappresenta il parametro su cui si giocherà la partita: un prezzo che, se accettato dagli azionisti di minoranza, garantirebbe un significativo premio rispetto ai valori correnti di scambio, ma che ora dovrà essere esaminato dal consiglio di amministrazione per valutarne la congruità nell’interesse della compagine sociale. Resta inteso che, in questa fase, nessuna decisione è stata ancora assunta dagli amministratori, i quali dovranno convocarsi per analizzare la documentazione pervenuta e avviare l’iter di valutazione.
L’azionariato e il contesto industriale
L’attuale azionista di riferimento, il gruppo Cvc Capital Partners, non è nuovo a operazioni di questo calibro né alla storia della società farmaceutica. Il legame tra il fondo britannico e Recordati risale al 2018, quando il private equity entrò nel capitale attraverso un’operazione che portò all’acquisizione del controllo dalla famiglia Recordati, segnando allora uno spartiacque nella governance dell’azienda fondata nel 1926. Da quel momento, la presenza del fondo ha accompagnato la trasformazione del gruppo, che ha intensificato la propria specializzazione nel segmento delle malattie rare, un settore ad alta redditività e con barriere all’ingresso significative.
Proprio questa focalizzazione strategica spiega il forte interesse del fondo a portare a termine l’acquisizione totalitaria e il conseguente delisting. Senza più gli obblighi di trasparenza e le pressioni del mercato azionario, Cvc potrebbe gestire il percorso di crescita del gruppo farmaceutico con orizzonti temporali più lunghi, sganciati dalla volatilità delle quotazioni di breve termine. Nel 2025, la società ha totalizzato vendite per 2,6 miliardi di euro, beneficiando di importanti acquisizioni come quella di Eusa Pharma e di farmaci di punta nel campo delle malattie endocrine. L’opa rappresenta, in questo senso, il tentativo di capitalizzare un percorso di ristrutturazione e consolidamento iniziato sette anni fa.
La procedura e gli sviluppi formali
Dal punto di vista procedurale, la comunicazione del ricevimento della manifestazione di interesse ha innescato i meccanismi di informativa al mercato previsti dalla normativa finanziaria. Dopo le indiscrezioni stampa che durante la mattinata di giovedì avevano fatto ipotizzare l’imminenza dell’offerta, la società ha dovuto procedere con la sospensione del titolo per garantire la parità informativa, seguendo il protocollo standard della Consob per le operazioni straordinarie. La nota diffusa a mercato chiuso ha quindi fornito i dettagli ufficiali, confermando l’esistenza della proposta ma anche il suo carattere preliminare.
Prima che l’opa possa essere effettivamente lanciata, il consiglio di amministrazione di Recordati dovrà esprimere un parere, mentre sul fronte dell’offerente, la costituzione di un veicolo societario ad hoc e l’ottenimento dei finanziamenti bancari rappresentano i prossimi step operativi. Cvc, che già detiene la quota di maggioranza relativa, ha espresso l’intenzione di procedere con un’opa totalitaria, la quale, per essere dichiarata conclusa, richiederà l’adesione di una parte significativa degli azionisti di minoranza. Solo al termine di questo iter, che potrebbe richiedere diverse settimane, si concretizzerebbe il definitivo addio alla Borsa del gruppo farmaceutico.




