Recordati, l’offerta del fondo Cvc vale 11 miliardi per dire addio a Piazza Affari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un’altra società storica si appresta a lasciare il listino milanese, dove era approdata nel lontano 1985. Il gruppo farmaceutico Recordati, specializzato – com’è noto – nelle malattie rare, ha ricevuto una manifestazione d’interesse dal suo stesso azionista di riferimento, il fondo anglosassone Cvc Capital Partners, un’offerta che punta dritta al delisting. La cifra messa sul piatto, per la precisione, ammonta a 52 euro per azione, una valutazione che porta il valore complessivo dell’operazione a circa 10,9 miliardi di euro (poco meno di 11 miliardi), includendo anche il dividendo in corso.

I dettagli di un’offerta (ancora) non vincolante

La lettera, inviata mercoledì sera al consiglio di amministrazione della società, contiene una valutazione preliminare che, al momento, supera di circa il 12% il prezzo di chiusura registrato nella stessa giornata in Borsa. Tuttavia, è bene sottolinearlo, l’operazione non è ancora definitiva: la proposta, che arriva da chi già detiene una fetta importante del capitale (circa il 47%), è descritta come “non vincolante”. Questo significa che il suo perfezionamento è condizionato al superamento di diversi step, tra cui il completamento positivo di una due diligence (l’attività di verifica contabile e patrimoniale), il reperimento effettivo delle risorse finanziarie necessarie per finanziare l’acquisizione totale, e infine l’identificazione di eventuali partner con cui promuovere l’offerta stessa.

L’effetto immediato sulle quotazioni

La notizia, filtrata già nella tarda serata di mercoledì, ha ovviamente scatenato una reazione immediata sui mercati. Nella giornata odierna, le contrattazioni del Titolo Recordati sono state temporaneamente sospese da Borsa Italiana: una procedura standard, in attesa che venisse diramato il comunicato ufficiale della società che confermasse i rumors di stampa. La frenesia degli investitori, spinta dall’indiscrezione di una possibile Opa da 11 miliardi, ha portato il titolo a impennarsi, con un rialzo che ha superato in alcuni frangenti la soglia del 9% prima dello stop. Al termine della sospensione e della pubblicazione della nota ufficiale, il titolo ha ripreso la sua corsa, consolidando un rialzo nell’ordine del 5-7%, attestandosi poco sotto la soglia dei 50 euro.

Il dossier resta al vaglio degli organi sociali

Nonostante la lettera sia stata ricevuta, la società farmaceutica ha tenuto a precisare, attraverso la nota ufficiale, che la manifestazione d’interesse non è stata ancora formalmente esaminata nell’ambito degli organi sociali competenti. Il Cda dovrà quindi valutare nei prossimi giorni la congruità dell’offerta, tenendo conto della natura preliminare della stessa e delle condizioni ancora da soddisfare. Se l’operazione dovesse andare in porto, si concretizzerebbe il ritiro dalla Borsa di una delle aziende storiche del Made in Italy nel settore farmaceutico, un’operazione che segna un ulteriore passo nel consolidamento del settore.

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