Recordati verso il delisting: Opa da 10,7 miliardi lanciata da Cvc e Gbl
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Redazione Economia
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Recordati, dopo quarant’anni in Borsa, si prepara a uscire da Piazza Affari con un’offerta pubblica d’acquisto da 10,7 miliardi di euro. L’operazione è promossa da Cvc Capital Partners e dalla holding belga Gbl, tramite la società di nuova costituzione Respighi BidCo, e riguarda la totalità delle azioni della casa farmaceutica milanese. La mossa segna un passaggio cruciale per l’azienda e rappresenta uno dei più significativi investimenti del settore farmaceutico italiano degli ultimi anni.
Dettagli dell’opa e condizioni dell’offerta
L’Opa prevede un prezzo di 51,29 euro per azione e mira a raccogliere almeno il 66,7% del capitale, anche se tale soglia può essere rinunciata dai promotori. Cvc, già socio di controllo con una partecipazione del 47%, insieme a Gbl punta a consolidare la posizione di Recordati e a rafforzare la strategia di crescita attraverso acquisizioni mirate. L’operazione interessa l’intero capitale azionario e comporterà il delisting dalla Borsa, segnando la fine di una presenza lunga quattro decenni sul mercato.
Strategia e prospettive nel settore farmaceutico
La scelta di uscire dalla quotazione pubblica è strettamente legata all’ambizione dei fondi di accelerare lo sviluppo nel comparto delle malattie rare. Secondo Cvc e Gbl, operare fuori dalla Borsa permette maggiore flessibilità negli investimenti e nella gestione di acquisizioni strategiche, particolarmente rilevanti per segmenti caratterizzati da elevati multipli e rischi. L’Opa rappresenta quindi non solo un’operazione finanziaria, ma anche un piano di rilancio della crescita e della competitività internazionale di Recordati.
Impatto sul mercato e reazioni
L’annuncio dell’Opa ha attirato l’attenzione di Piazza Affari in una giornata già ricca di movimenti corporate. Recordati si colloca tra i protagonisti del comparto farmaceutico italiano e la proposta di Cvc e Gbl modifica gli equilibri di controllo dell’azienda. L’operazione segna inoltre un importante precedente per future acquisizioni nel settore, sottolineando come i fondi internazionali stiano giocando un ruolo sempre più centrale nello sviluppo di realtà italiane quotate, soprattutto in segmenti specializzati e ad alto valore tecnologico.




