Ricci e Montella, missione turca tra calcio e vertenze Beko
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Redazione Economia
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La missione turca dell’europarlamentare dem Matteo Ricci si è aperta con un incontro che unisce politica, sport e industria. Ricci, accompagnato dal sindaco di Firenze Dario Nardella, ha salutato Vincenzo Montella, ex bomber della Roma e attuale commissario tecnico della nazionale turca, durante un tavolo di lavoro. «Ti aspettiamo presto in Italia», ha detto Ricci a Montella, in un momento che ha mescolato ricordi calcistici e prospettive future. Nardella, che da sindaco ha già avuto modo di incrociare l’allenatore durante il suo passato alla Fiorentina, ha ribadito l’importanza di mantenere relazioni solide tra Italia e Turchia, anche attraverso il filtro dello sport.
Ma la missione di Ricci non si limita ai saluti di rito. Al centro della visita c’è la vertenza Beko, azienda turca che sta affrontando una crisi occupazionale in Italia. Domani pomeriggio, sindacati e rappresentanti aziendali si incontreranno nuovamente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) per discutere dei 225 esuberi annunciati tra gli impiegati di Fabriano, in particolare nel settore Ricerca e Sviluppo, e dei 68 operai dello stabilimento di Melano. Maurizio David Sberna, direttore delle Relazioni Esterne di Beko Europe, ha espresso fiducia nel dialogo: «Il negoziato è stato lungo, ma riteniamo che ci siano basi solide per proseguire in modo costruttivo. Abbiamo già programmato altri tre incontri».
Nonostante le rassicurazioni aziendali, l’atmosfera tra i dipendenti è tesa. Durante l’ultima assemblea sindacale, l’ansia e l’apprensione sono emerse in modo evidente, tanto che non si escludono nuove iniziative di protesta nei prossimi giorni. «Sono inaccettabili 225 esuberi», hanno commentato i lavoratori, che vedono nel piano di riduzione del personale una minaccia concreta al loro futuro.
Intanto, in Toscana, la Regione si mobilita per difendere il sito industriale di Siena, che Beko intende abbandonare. Il presidente Eugenio Giani ha convocato un tavolo urgente, riunendo sindacati, istituzioni locali e rappresentanti politici, tra cui la presidente della provincia di Siena Agnese Carletti e il sindaco Nicoletta Fabio, collegata in remoto. «Solo uniti si può difendere il lavoro a Siena e provincia», ha dichiarato Giani, sottolineando la necessità di evitare che la chiusura dello stabilimento comprometta il futuro di un intero territorio.




