Leone XIV sposta Gambetti da San Pietro a Chieti: il francescano di Bergoglio lascia il Vaticano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   CITTÀ DEL VATICANO — Senza fretta, senza strappi, e soprattutto senza quelle epurazioni plateali che a volte accompagnano i cambi di pontificato. È con questo metodo che Leone XIV sta costruendo la propria squadra di governo, assecondando quel ricambio fisiologico che segue ogni conclave. L'ultimo tassello è stato spostato ieri mattina con il trasferimento a Chieti del cardinale Mauro Gambetti, il francescano conventuale al quale Francesco aveva affidato il governo materiale e spirituale di San Pietro.

Da San Pietro a Chieti: l'addio al Vaticano

La nomina è arrivata con il bollettino della Sala Stampa vaticana di sabato 3 ottobre: Leone XIV ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi metropolitana di Chieti-Vasto presentata da monsignor Bruno Forte, 77 anni, che reggeva la sede abruzzese dal 2004, e ha chiamato al suo posto il porporato bolognese, trasferendolo dagli uffici di vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro.

Gambetti, nato a Castel San Pietro Terme il 27 ottobre 1965, era stato scelto da Bergoglio appena cinquantacinquenne per guidare la basilica vaticana, succedendo al cardinale Angelo Comastri in un avvicendamento che già allora aveva fatto discutere. La sua nomina a Chieti assume un significato che va oltre il semplice avvicendamento ai vertici di una diocesi: il porporato, infatti, era considerato uno degli uomini di maggiore fiducia del pontificato precedente, avendo accumulato incarichi di primo piano nel cuore della Curia romana.

Un profilo tra ingegneria e vita francescana

La biografia di Gambetti racconta un percorso insolito nel panorama ecclesiastico italiano. Laureato in ingegneria meccanica all'Università di Bologna, aveva iniziato il cammino nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali nel 1992, prendendo i voti perpetui nel 1998.

Ordinato presbitero l'8 gennaio 2000 a Longiano, nel Forlì-Cesena, aveva ricoperto incarichi di crescente responsabilità: ministro provinciale della Provincia bolognese di Sant'Antonio di Padova dal 2009 al 2013, quindi custode generale del Sacro Convento di San Francesco in Assisi per due quadrienni consecutivi, fino al 2020. La sua esperienza nella città del Poverello lo aveva reso un punto di riferimento per quel mondo francescano che Francesco aveva voluto portare ai vertici della gestione vaticana.

Creato cardinale nel concistoro del 28 novembre 2020, il 20 febbraio 2021 era stato chiamato a ricoprire i tre incarichi ora lasciati: vicario generale per la Città del Vaticano, arciprete di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro, l'istituzione cinquecentesca che dal 1506 si occupa della conservazione e della gestione della basilica vaticana. Nel giugno 2023 Francesco lo aveva nominato anche giudice della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano, a conferma di una fiducia che non conosceva incrinature.

L'arcidiocesi di Chieti-Vasto e il dopo-Forte

La sede che Gambetti si appresta a guidare ha una storia complessa. L'arcidiocesi di Chieti-Vasto nasce nel 1986 dall'unione piena delle due sedi episcopali, con decreto firmato dal cardinale Bernardin Gantin, dopo un percorso iniziato nel 1982 quando Vasto era stata costituita diocesi autonoma sotto monsignor Vincenzo Fagiolo. La circoscrizione, che ha come suffraganea la sola Chiesa di Lanciano-Ortona, comprende oltre 150 parrocchie distribuite in 79 comuni della provincia di Chieti e 13 di quella di Pescara.

Bruno Forte, teologo di riferimento nell'era di Benedetto XVI, la governava dal 26 giugno 2004, quando Giovanni Paolo II lo aveva chiamato a succedere a monsignor Edoardo Menichelli. La sua rinuncia, presentata per raggiunti limiti di età, apre ora una fase nuova per la Chiesa abruzzese.

La reazione del mondo politico e la transizione

La nomina ha immediatamente suscitato reazioni nel panorama politico locale. Il deputato Luciano D'Alfonso, esponente del Partito Democratico, ha commentato la scelta definendo Gambetti «guida autorevole della comunità di Chieti-Vasto» e sottolineando come la decisione del Santo Padre rappresenti «un fatto di straordinario rilievo ecclesiale, civile e umano per l'intero Abruzzo».

Nel frattempo, Leone XIV non ha ancora indicato chi prenderà il posto di Gambetti alla guida dell'arciprete di San Pietro: secondo quanto trapelato, il porporato dovrebbe comunque mantenere l'incarico fino alla fine di novembre, con l'insediamento a Chieti previsto per il 29.

La Fabbrica di San Pietro, l'istituzione che dal Cinquecento amministra il tempio vaticano con un organico di circa 120 persone tra cui gli ottanta "sanpietrini", attende dunque un nuovo vertice in un momento in cui il cantiere della basilica, da decenni formalmente chiuso, richiede interventi di conservazione e sicurezza sempre più complessi.

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