Morte di Celeste Pin, nuovi sviluppi nelle indagini: sequestrati cellulari e cartelle mediche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non si placa il mistero attorno alla morte di Celeste Pin, l’ex difensore della Fiorentina trovato senza vita lo scorso 22 luglio nella sua villa dietro Careggi, sulle colline fiorentine. Quella che inizialmente sembrava una tragica conclusione per suicidio ha assunto, nelle ultime ore, contorni più complessi, spingendo la Procura a intensificare gli accertamenti. L’ipotesi di un gesto estremo, avanzata nei primi giorni, è stata messa in discussione da una serie di elementi emersi durante le indagini, tra cui l’esposto presentato dall’ex moglie, Elena Fabbri, convinta che dietro la morte dell’uomo si celi qualcosa di più.

Lunedì pomeriggio, polizia e scientifica hanno effettuato un nuovo sopralluogo nella residenza dell’ex calciatore, protrattosi fino a notte fonda. Durante la perquisizione, disposta dalla Procura dopo l’apertura di un fascicolo per omicidio colposo — al momento senza indagati —, sono stati sequestrati dispositivi elettronici, tra cui cellulari e computer, oltre a cartelle mediche la cui analisi potrebbe rivelarsi cruciale. Tra i punti oscuri su cui gli investigatori stanno concentrando l’attenzione c’è una telefonata ricevuta da Pin poco prima della morte, descritta come "sospetta" da fonti vicine alle indagini. L’uomo, che gestiva affari di una certa rilevanza, avrebbe avuto contatti con soggetti non ancora identificati, e proprio quelle conversazioni potrebbero fornire indizi determinanti.

L’autopsia, prevista per giovedì, sarà un passaggio decisivo per chiarire le cause del decesso e verificare la presenza di eventuali tracce riconducibili a un intervento esterno. Intanto, il caso continua a suscitare forte interesse, non solo per la notorietà del protagonista — legato a doppio filo alla storia viola — ma anche per le ombre che persistono su una vicenda ancora lontana dall’essere risolta.

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