L’Ue rivede le norme sull’auto: obiettivi confermati, ma più flessibilità sui metodi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Unione europea, nel tentativo di conciliare gli ambiziosi obiettivi climatici con le esigenze dell’industria automobilistica, sembra voler adottare un approccio più flessibile rispetto alle precedenti direttive. Sebbene lo stop alla vendita di auto con motori a combustione interna dal 2035 rimanga confermato, la Commissione europea ha aperto la porta a una possibile rivalutazione delle tecnologie ammissibili per raggiungere la neutralità climatica. Non si parla più solo di elettrificazione, ma anche di carburanti sintetici e biocarburanti, una mossa che potrebbe soddisfare le pressioni di Paesi come la Germania, da tempo in prima linea per difendere gli interessi del proprio comparto automotive.

Il piano presentato dal commissario ai trasporti, il greco Apostolos Tzitzikōstas, prevede una serie di misure che, pur mantenendo gli obiettivi di riduzione delle emissioni, introducono elementi di maggiore elasticità. Tra questi, spicca la decisione di lavorare a un emendamento che alleggerisca le multe per le case automobilistiche che non raggiungessero i target di riduzione delle emissioni della flotta di nuova immatricolazione. Si stima che, senza queste correzioni, le sanzioni potrebbero raggiungere i 15 miliardi di euro, una cifra che ha spinto l’industria a chiedere interventi urgenti.

Parallelamente, la Commissione ha annunciato un piano d’azione da 1,8 miliardi di euro, finalizzato a garantire una catena di fornitura sicura e competitiva per le materie prime delle batterie, elemento cruciale per lo sviluppo della mobilità elettrica. L’obiettivo è evitare dipendenze strategiche da Paesi terzi e mantenere una solida base produttiva in Europa, senza compromettere la transizione verso un’economia a basse emissioni.

Tuttavia, non mancano le critiche. Transport & Environment (T&E), organizzazione indipendente impegnata nella decarbonizzazione dei trasporti, ha definito il piano una “grande concessione” all’industria automobilistica, sottolineando che questa dovrebbe essere l’ultima. Tra le misure più discusse, c’è l’iniziativa legislativa per elettrificare le flotte aziendali, considerata un passo necessario ma non sufficiente per accelerare la diffusione dei veicoli elettrici.

Il documento, composto da 18 pagine, dovrà ora passare al vaglio del Parlamento europeo e dei governi nazionali, che avranno l’ultima parola su una questione che continua a dividere. Da un lato, c’è la necessità di rispettare gli impegni climatici; dall’altro, le pressioni di un’industria che teme di perdere competitività in un mercato globale sempre più agguerrito.

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