Piano Ue per l'auto: flessibilità sulle multe e incentivi, ma il 2035 resta un nodo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Unione Europea ha presentato il suo piano per il settore automotive, un documento che promette di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica senza però rinunciare allo stop ai motori termici previsto dal 2035. Bruxelles, che definisce questa scelta come un elemento di "prevedibilità", punta a rafforzare la domanda di auto elettriche attraverso una serie di misure, tra cui incentivi all’acquisto, leasing sociale ed elettrificazione delle flotte aziendali. Non mancano, tuttavia, critiche da parte delle associazioni di settore, che giudicano il piano insufficiente e privo di concretezza.

Il programma si articola in cinque pilastri: innovazione, sostegno alla mobilità ecologica, salvaguardia della competitività, rafforzamento delle catene di approvvigionamento e promozione dell’uguaglianza di condizioni tra gli operatori. Tra le novità più rilevanti, c’è la promessa di accelerare la revisione del regolamento prevista per il 2026, con l’obiettivo di sancire il principio di neutralità tecnologica. Un principio che, secondo molti, dovrebbe essere integrato fin da subito per garantire una transizione più equilibrata e inclusiva.

ANFIA, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, ha espresso insoddisfazione per il piano, definendolo poco più di un insieme di linee guida. Pur riconoscendo che alcune delle richieste avanzate da sindacati, costruttori e componentisti sono state incluse nel documento, l’associazione sottolinea l’assenza di date certe, azioni concrete e responsabilità chiare. Mancano, inoltre, gli importi specifici da allocare per le diverse misure, un aspetto che rischia di rendere il piano poco più che una dichiarazione d’intenti.

Anche Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, ha evidenziato la necessità di integrare il principio di neutralità tecnologica in modo più incisivo. Secondo Cimenti, le difficoltà nel raggiungere gli obiettivi del 2035 sono ormai evidenti, e un approccio più flessibile potrebbe favorire una transizione più graduale ed efficace. La neutralità tecnologica, che permetterebbe di considerare anche soluzioni alternative come i carburanti sintetici o i gas liquefatti (Gpl e Gnl), è vista come una strada percorribile per conciliare gli obiettivi ambientali con le esigenze del settore.

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