Elkann chiede flessibilità all'Europa sui target auto e un piano di rottamazione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In un momento di profonda transizione tecnologica, che vede il consumatore navigare in un mare di opzioni di propulsione mai così ampie, il presidente di Stellantis John Elkann ha rivolto un appello preciso alla Commissione Europea, chiedendo maggiore flessibilità sui target delle emissioni in vista del 2035 e l’avvio di un confronto costruttivo tra Bruxelles e l’intero settore automobilistico. La sua richiesta, avanzata in un’intervista, include anche la proposta di un programma di rottamazione, strumento considerato cruciale per rinnovare il parco circolante eliminando i veicoli più obsoleti e inquinanti. Questo intervento si inserisce in un dibattito già vivace, che vede da un lato un percorso normativo definito e dall’altro la pressante necessità industriale di adattamenti che tengano conto della complessità della trasformazione in atto.

Il contesto regolatorio e il principio di neutralità

A fare da contraltare alle richieste dell’industria, il commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas ha recentemente ribadito, in occasione degli Innovation Awards 2025 di CLEPA, l’imminenza della revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni. L’esecutivo comunitario, anticipando i tempi rispetto alla scadenza prevista del 2026, ha promesso di presentare il nuovo pacchetto già a dicembre, assicurando che questo sarà guidato dal principio di neutralità tecnologica. Un approccio, quest’ultimo, che in teoria non favorirebbe una tecnologia di propulsione sulle altre, lasciando spazio a diverse soluzioni per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

La divergenza di strategie tra Oriente e Occidente

Mentre le istituzioni europee cercano un equilibrio, il panorama industriale globale appare segnato da differenze marcate, le quali contribuiscono non poco a quella “confusione” percepita dall’acquirente. Le strategie e le scuole di pensiero, infatti, si differenziano nettamente tra l’Occidente e l’Oriente industriali, con i grandi gruppi che seguono percorsi non sempre allineati nello sviluppo dei sistemi di propulsione. Questa frammentazione, se da un lato offre un ventaglio di scelte potenzialmente più ampio, dall’altro rende più complessa la definizione di una politica industriale e ambientale unitaria a livello continentale, acuendo le tensioni tra chi produce e chi legifera.

L'attesa per l'iniziativa di dicembre

Proprio in questo clima di incertezza, cresce l’attesa per l’iniziativa che la Commissione Europea dovrebbe svelare il prossimo 10 dicembre. Nonostante le voci, circolate per settimane nei palazzi di Bruxelles, parlino di una misura dedicata alle auto elettriche di piccole dimensioni per alleviare la pressione sui costruttori, molti dettagli operativi restano ancora indefiniti. Manca, a quanto si apprende, un parametro tecnico chiaro e un orientamento condiviso, mentre le varie capitali dell’Unione continuano a discutere sui margini di applicazione e sull’effettiva portata del provvedimento, lasciando il settore in una fase di sospensione che Elkann e altri leader auspicano venga superata con un dialogo concreto.

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