Chiara Mazzel, che non voleva nemmeno gareggiare, centra la terza medaglia: suo l'argento nella combinata ipovedenti. L'Italia dell'hockey paralimpico batte la Germania 2-1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il bilancio paralimpico dell'Italia, in questa domenica di gare che ha visto il quarto giorno di competizioni sulle nevi di Milano Cortina 2026, si arricchisce ulteriormente grazie a una straordinaria Chiara Mazzel, capace di salire sul podio per la terza volta consecutiva in altrettante gare disputate. La ventinovenne trentina delle Fiamme Gialle, alla sua seconda partecipazione paralimpica dopo Pechino 2022, ha conquistato la medaglia d'argento nella combinata alpina della categoria ipovedenti, una disciplina che somma i tempi del supergigante e dello slalom speciale.

La gara, che si è svolta sull’insidiosa pista «Olympia delle Tofane» a Cortina d'Ampezzo, ha visto Mazzel chiudere al secondo posto dopo aver fatto segnare il quarto tempo nello slalom speciale, performance che le ha comunque consentito di mantenere la posizione di vertice guadagnata nella prova di supergigante disputata in mattinata. L'azzurra, che gareggia insieme alla sua guida Nicola Cotti Cottini, aveva già vinto l’oro nel supergigante di lunedì, impreziosendo un medagliere che l’aveva vista protagonista anche con l’argento nella discesa libera. Una striscia vincente che, come ammesso dalla stessa atleta al termine della prova, porta con sé un retrogusto d’inaspettato: “Questa medaglia – ha dichiarato Mazzel – è stata un po’ inaspettata, non ci credevo tanto”, parole che assumono un significato ancora più profondo se lette alla luce del racconto fatto nei giorni scorsi dalla stessa sciatrice, la quale aveva confessato di aver vissuto un attacco di panico in ricognizione prima del supergigante, arrivando addirittura a pensare di non voler gareggiare.

L'impresa di Chiara Mazzel e i successi azzurri nel segno della continuità

Il percorso che ha portato Chiara Mazzel a diventare, di fatto, la portabandiera di questa spedizione paralimpica – ruolo che già ricoprì nella suggestiva cerimonia d'apertura all'Arena di Verona alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – affonda le radici in una storia di resilienza e determinazione. Ipovedente dall’età di diciotto anni a causa di un glaucoma curato male, la trentina ha iniziato la sua avventura nello sci paralimpico dopo i Giochi del 2018, costruendo una carriera che l’ha portata a collezionare cinque medaglie mondiali – tre ori e due argenti – e una Coppa del Mondo di discesa. Il suo argento nella combinata, ottenuto alle spalle dell’austriaca Veronika Aigner, rappresenta quindi non soltanto un risultato personale, ma la conferma di un dominio azzurro nelle discipline veloci che aveva già visto Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli salire sul secondo gradino del podio nel supergigante maschile, chiuso a soli sedici centesimi dallo stesso Johannes Aigner, fratello di Veronika.

L'hockey paralimpico ritrova il sorriso: battuta la Germania 2-1

Sul ghiaccio di Milano, intanto, il torneo di para ice hockey ha regalato emozioni contrastanti ma, soprattutto, la prima storica vittoria per il sestetto azzurro. Gli uomini di coach Massimo Da Rin, reduci da un esordio complicato nel girone, hanno affrontato la Germania con la necessità di riscattarsi e di mantenere vive le speranze di accesso alle fasi successive del torneo. La partita, giocata con intensità e un pizzico di sofferenza, ha visto i tedeschi passare in vantaggio dopo appena due minuti e quaranta secondi con Bussmann, uno svantaggio che avrebbe potuto minare la solidità psicologica degli azzurri. La reazione, però, è arrivata puntuale prima della fine del primo tempo: all’undicesimo minuto e cinquantacinque secondi, Nils Larch ha trovato il gol del pareggio sfruttando una ribattuta, ristabilendo la parità con cui si è chiuso il periodo iniziale.

Nel secondo tempo, la musica non è cambiata, con l’Italia che ha continuato a macinare gioco e a mettere sotto pressione la retroguardia germanica. Il gol del definitivo sorpasso porta la firma di Nikko Landeros, che al minuto 18:31 ha realizzato una pregevole giocata individuale valsa il 2-1 con cui il match si sarebbe poi concluso. Una volta in vantaggio, gli azzurri hanno amministrato con ordine e determinazione il risultato, concedendo pochissimo agli avversari e controllando le loro iniziative senza particolari patemi. Grazie a questo successo, l'Italia chiude al terzo posto il proprio girone e tornerà in pista giovedì, quando affronterà la vincente tra Giappone e Slovacchia in una semifinale che mette in palio un piazzamento dal quinto all'ottavo posto finale, un obiettivo che, alla vigilia, rappresentava la reale dimensione delle ambizioni di questa squadra.

Curling, sci di fondo e le altre gare: l'Italia continua a macinare risultati

Se il percorso dell'hockey procede a corrente alternata, non si può dire lo stesso del wheelchair curling, dove il quartetto azzurro sta disputando un torneo di alto profilo. Dopo aver superato a fatica la Gran Bretagna nel match del mattino, gli azzurri del curling in carrozzina si preparano ad affrontare la Norvegia nella sessione serale, forti di un girone che li vede protagonisti e di una condizione mentale che, partita dopo partita, sembra migliorare sensibilmente. Nel pomeriggio, inoltre, l'attenzione del pubblico paralimpico si è spostata sullo sci di fondo, dove si sono disputate le qualificazioni e le successive finali dello sprint maschile. In una giornata che assegnava le prime medaglie nella disciplina, gli azzurri Michele Biglione, Marco Pisani, Giuseppe Romele e Giuseppe Spatola nella categoria sitting, insieme a Mattia Dal Pastro e Cristian Toninelli nella tecnica classica standing, hanno cercato di ritagliarsi uno spazio nella finale, in una specialità che storicamente premia la potenza e la resistenza degli atleti nordici.

Il programma di martedì 10 marzo, peraltro, prevedeva anche lo svolgimento dello slalom della combinata alpina maschile, con Davide Bendotti, lo stesso Giacomo Bertagnolli, René De Silvestro, Luca Palla e Federico Pelizzari pronti a scendere sulla temuta pista ampezzana per cercare di emulare le gesta delle compagne donne. L'impressione, al termine di questa giornata che ha regalato all'Italia la sua quinta medaglia complessiva – due ori, due argenti e un bronzo – è che la macchina azzurra, nonostante qualche inevitabile altalena di risultati, abbia trovato la giusta quadratura per competere ai massimi livelli in questa edizione casalinga dei Giochi Paralimpici. Lo testimoniano le parole di Martina Vozza, quarta nella combinata, che ha commentato la sua prestazione con un realismo carico di ottimismo: "Sono abbastanza soddisfatta dello slalom, non ho sciato male, è stato bello provare la pista in vista dello slalom. Eravamo sicuramente lontane dal podio, ma va bene così", una dichiarazione che fotografa perfettamente lo spirito di una squadra che, pur nella consapevolezza dei propri limiti, guarda al futuro con la determinazione di chi sa di poter ancora migliorare.

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