Giochi paralimpici di Cortina, Bertagnolli e Ravelli conquistano l'argento nel supergigante: un'altra medaglia per l'Italia
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Redazione Sport
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La giornata di gare delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, quella di oggi 9 marzo, ha regalato nuove soddisfazioni alla delegazione azzurra, che continua ad arricchire il proprio medagliere con prestazioni di alto profilo. Sulla neve della pista ampezzana, teatro di queste competizioni, si è disputata la prova di supergigante maschile per atleti con disabilità visiva, e a salire sul secondo gradino del podio è stata la coppia azzurra formata da Giacomo Bertagnolli e dalla sua guida Andrea Ravelli. Per loro, un argento che profuma di impresa, considerato il distacco irrisorio dal vincitore: sedici centesimi di secondo, un lasso di tempo infinitesimale che separa il primo dal secondo posto, a testimonianza di una gara combattuta e di un livello tecnico altissimo.
Il successo in questa disciplina è andato all’austriaco Johannes Aigner, il quale, coadiuvato da Nico Haberl, ha fermato il cronometro sul tempo di 1 minuto, 11 secondi e 99 centesimi, precedendo proprio Bertagnolli. La medaglia di bronzo, più staccata, è stata invece appannaggio del canadese Kalle Ericsson, che con la sua guida Sierra Smith ha chiuso la propria prova in 1 minuto, 13 secondi e 29 centesimi. Per Bertagnolli, originario di Cavalese e portacolori delle Fiamme Gialle, si tratta della seconda medaglia in questa edizione dei Giochi dopo il bronzo conquistato in discesa libera, un risultato che certifica la continuità di rendimento e la competitività dell’atleta trentino sulle nevi di casa. Questa ulteriore affermazione, inoltre, assume un significato particolare se inquadrata nella sua intera carriera, visto che rappresenta la sua decima medaglia paralimpica complessiva, un traguardo che pochi possono vantare.
La gioia di Bertagnolli e le parole dopo la gara
Al termine della competizione, la contentezza per il risultato ottenuto traspariva nitidamente dalle dichiarazioni dello stesso Bertagnolli, il quale ha voluto sottolineare il valore di questo secondo posto. "Siamo contentissimi, è una bellissima medaglia d’argento", ha esordito l'azzurro riferendosi alla sua seconda affermazione in altrettante gare in questa rassegna iridata. "Siamo a due su due", ha aggiunto con soddisfazione, rimarcando la costanza di rendimento sua e della sua guida in questi primi giorni di gara. L'analisi della prestazione, però, lascia trasparire anche un pizzico di rammarico per quanto riguarda la frazione di secondo che gli è mancata per agguantare la vetta. "Sedici centesimi sono niente", ha commentato Bertagnolli, spiegando come il suo approccio alla pista, l’attacco e la spinta impressa fino all'arrivo gli facciano percepire questa medaglia quasi come se fosse un oro. La sua interpretazione della discesa è stata talmente intensa che il distacco cronometrico, per come ha sciato, diventa un dettaglio quasi secondario.
Accanto a lui, Andrea Ravelli ha offerto una chiave di lettura tecnica della gara, mettendo in luce il valore aggiunto del lavoro svolto. Il riferimento, nelle sue parole, era alla consapevolezza dei propri mezzi e alla forza degli avversari, tanto vero che Aigner e Bertagnolli rappresentano una coppia che viaggia su un altro pianeta rispetto al resto della concorrenza, staccata di diversi secondi. Ravelli ha quindi voluto lanciare un messaggio al pubblico, affinché si comprenda appieno la dimensione dell'impresa di un atleta come Bertagnolli, il quale, nella sua categoria, sta dimostrando di essere il più forte in circolazione, un concetto che spesso sfugge a chi osserva soltanto il colore della medaglia e non le dinamiche tecniche della competizione.
Un medagliere azzurro in crescita con Perathoner e Mazzel
L'argento di Bertagnolli e Ravelli si inserisce in un contesto estremamente positivo per la spedizione italiana, che in queste prime battute dei Giochi sta collezionando risultati di prestigio in diverse discipline. Basti pensare alla giornata di ieri, 8 marzo, quando Emanuel Perathoner ha regalato all'Italia la prima medaglia d'oro di questa edizione, imponendosi nello snowboard cross uomini. Un trionfo, il suo, che assume i contorni della favola sportiva, considerando il suo passato da atleta olimpico e la rinascita dopo un grave infortunio che lo ha portato a intraprendere la carriera paralimpica. Perathoner ha dominato la finale, precedendo l'australiano Ben Tudhope e il coreano Lee Jehyuk, e regalando al pubblico di casa una gioia indimenticabile.
A queste si aggiunge poi la splendida prova di Chiara Mazzel, che proprio oggi, nel supergigante femminile, ha conquistato la medaglia d’oro. Un risultato che segue l'argento ottenuto in discesa e che rappresenta un ulteriore, importante tassello per l'orgoglio trentino e, più in generale, per l'intero movimento paralimpico ladino, al quale l'atleta appartiene. Le dichiarazioni dell'assessore regionale alle minoranze linguistiche, Luca Guglielmi, hanno voluto sottolineare la portata storica di questo successo, definendolo un motivo di grande orgoglio per tutto il Trentino. Con questi tre podi pesantissimi, l'Italia si conferma tra le nazioni protagoniste di questa rassegna, alimentando la speranza di ulteriori soddisfazioni nelle prossime gare in calendario.




