Carne coltivata in Italia: una questione di pro e contro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La recente decisione della Camera di approvare il disegno di legge che vieta la produzione e la commercializzazione di carne coltivata (e altri alimenti coltivati) ha sollevato un dibattito acceso. La decisione è stata presa con 159 voti a favore, 53 no e 34 astenuti. Questa mossa ha avuto ripercussioni significative sull'industria che alleva e produce prodotti animali e derivati. Inoltre, ha portato a scontri tra una delegazione di +Europa e un gruppo di allevatori e agricoltori di Coldiretti.

Nel frattempo, BF, una holding dell’agroindustriale, ha stretto un'alleanza con NaturaSì, azienda specializzata nella vendita di prodotti alimentari biologici, biodinamici e naturali. Questa mossa prevede sinergie commerciali e l’ingresso di BF nel capitale della catena di negozi bio.

Tuttavia, non tutti sono d'accordo con la legge sul divieto alla carne coltivata. Stefano Lattanzi, fondatore di Bruno Cell, l’unica startup italiana che fa ricerca sulla carne a base cellulare, sostiene che la legge è inutile. Secondo lui, ci vorranno ancora dieci anni per avere la carne in vendita. Tuttavia, il danno è già stato fatto: gli investitori stanno scappando dall’Italia.

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