Poste, il sì dei soci al dividendo da 1,25 euro e la conferma del tandem Rovere – Del Fante

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’assemblea degli azionisti di Poste Italiane, riunita per esaminare i conti di un esercizio che si è chiuso con un utile netto in decisa crescita – precisamente 2,22 miliardi di euro, pari a un incremento del 10,3% rispetto all’anno precedente – ha dato il via libera al bilancio al 31 dicembre 2025 e, su proposta del consiglio di amministrazione, a un dividendo complessivo per l’intero anno di 1,25 euro per azione. Una cifra, quest’ultima, che segna un aumento del 16% sull’esercizio precedente e che conferma la solidità finanziaria del gruppo guidato da Matteo Del Fante, con Silvia Maria Rovere alla presidenza.

Le cifre del dividendo e i tempi del pagamento

L’importo complessivo deliberato, pari a 1,25 euro per azione, verrà distribuito tenendo conto di un acconto di 0,40 euro per azione già versato nel novembre 2025. Il saldo residuo, che ammonta a 0,85 euro per azione, sarà messo in pagamento il prossimo 24 giugno 2026. Una decisione, quella dell’assemblea, arrivata dopo l’approvazione di un bilancio che ha mostrato una crescita a doppia cifra dell’utile, trainato – secondo quanto ricostruito da fonti vicine alla società – dall’andamento del ramo logistico e dei servizi finanziari. La cedola, sebbene in linea con le attese degli analisti, rappresenta un segnale importante per gli azionisti, i quali vedono così riconosciuto il valore di una gestione che, pur tra le incertezze del contesto economico globale, ha saputo mantenere gli impegni presi.

Il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028

Non solo conti e dividendo. L’assemblea dei soci ha infatti provveduto anche a nominare il nuovo consiglio di amministrazione, chiamato a guidare l’azienda per il prossimo triennio. Il tandem formato da Silvia Maria Rovere (riconfermata alla presidenza) e da Matteo Del Fante (amministratore delegato) è stato sostanzialmente avallato dalla compagine azionaria, che ha scelto di mantenere una continuità al vertice. Gli altri componenti del nuovo cda sono Olga Cuccurullo, Carlo d’Asaro Biondo, Alessandro Marchesini, Salvatore Muscarella, Vincenza Patrizia Rutigliano, Francesco Scacchi e Vanda Ternau. Una composizione, quella appena delineata, che mescola figure già note all’interno del gruppo a nuovi ingressi, i quali avranno il compito di affiancare il vertice nelle scelte strategiche dei prossimi anni.

La cronaca dell’assemblea e l’approvazione dei conti

La riunione dei soci, svoltasi a Roma il 27 aprile, ha proceduto senza particolari intoppi. L’approvazione del bilancio di esercizio è avvenuta a larghissima maggioranza, così come la delibera sul dividendo. Nessuna voce contraria di rilievo è emersa durante i lavori, sebbene alcuni azionisti di minoranza abbiano chiesto chiarimenti in merito agli investimenti previsti nel piano industriale. L’utile netto di 2,22 miliardi – un risultato che supera i 2,01 miliardi dell’anno prima – ha fornito la base numerica per giustificare una politica dei dividendi divenuta ormai uno dei punti fermi per gli investitori. Il gruppo, va ricordato, continua a essere controllato in larga parte dal ministero dell’Economia e delle Finanze, circostanza che ne influenza, inevitabilmente, le scelte di bilancio e la gestione della liquidità.

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