Caldo killer: oltre 500 morti a Milano e Roma, l’Europa brucia e la crisi climatica accelera
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Redazione Interno
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L’estate 2025, pur non avendo ancora raggiunto il suo apice, ha già lasciato una scia di vittime che impone una riflessione urgente. Tra il 23 giugno e il 2 luglio, un’ondata di calore anomalo ha provocato oltre 2.300 decessi in dodici grandi città europee, con Roma e Milano in prima linea: nelle due metropoli, i morti accertati sfiorano quota 500. Un bilancio drammatico, reso ancora più grave dal fatto che, secondo uno studio condotto da un team internazionale di scienziati, il 65% di queste morti – circa 1.500 – è direttamente collegato alla crisi climatica in corso.
I dati, riportati anche dal quotidiano Repubblica, non lasciano spazio a interpretazioni: l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi, dalle ondate di calore alle alluvioni, ha moltiplicato le vittime. Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, ha sottolineato come, dal 2020 a oggi, i decessi legati a tali fenomeni siano cresciuti del +1.200%, un’impennata che trova spiegazione nell’inarrestabile avanzata del climate change. Del resto, come evidenziato dal centro studi CICERO (Center for International Climate Research), se le emissioni di gas serra proseguiranno ai ritmi attuali, entro il 2044 il 70% della popolazione mondiale sarà esposta a condizioni climatiche estreme.
A confermare la gravità della situazione, i satelliti del servizio Copernicus hanno registrato in Europa occidentale il giugno più caldo di sempre, superando persino i record del 2023. Un primato sinistro, che in Italia si è tradotto in temperature mai viste, con picchi letali soprattutto nelle aree urbane, dove l’effetto “isola di calore” amplifica i rischi per la salute. I meteorologi di Meteo Expert, analizzando i dati, non escludono che quello appena trascorso possa essere stato il mese più torrido della storia recente.
L’impatto sulla mortalità è stato immediato. Lo studio rapido di attribuzione dei decessi legati al caldo – il primo nel suo genere – ha rivelato che, nelle città coinvolte, il numero delle vittime è triplicato rispetto alle previsioni, con un eccesso di circa 1.500 casi. Tra queste, quasi 500 si concentrano nel triangolo Milano-Roma, dove i termometri hanno toccato punte proibitive, mettendo in crisi anche i sistemi sanitari. Sebbene le autorità abbiano attivato piani di emergenza, la rapidità con cui il fenomeno si è manifestato ha reso inefficaci molti interventi.




