Assolombarda apre una via per le pmi nel Golfo mentre Mattarella sottolinea il ruolo degli Emirati nel dialogo
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Redazione Interno
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La distanza, che pure è di seimila chilometri, tra la Lombardia e gli Emirati Arabi Uniti sembra oggi più breve, annullata da una convergenza di interessi economici e di visione internazionale che si è manifestata con chiarezza in queste ore. Da un lato, infatti, l’associazione imprenditoriale Assolombarda ha compiuto un passo inedito, siglando un accordo operativo con il gruppo kuwaitiano Fouad Alghanim & Sons, insieme a Sace e Simest, per creare un canale strutturato che faciliti l’ingresso delle piccole e medie imprese italiane nei dinamici mercati della regione del Golfo. Un’iniziativa, questa, che punta a tradurre in opportunità concrete quelle relazioni diplomatiche e commerciali che si sono intensificate negli ultimi anni, offrendo alle aziende, spesso frenate dalla complessità di approcciare contesti lontani, un supporto solido e una porta di accesso privilegiata.
Un ponte economico supportato dalle istituzioni
L’intesa, che non è una semplice dichiarazione d’intenti ma un piano d’azione concreto, rappresenta un modello innovativo per il sistema associativo italiano, il quale storicamente ha svolto un ruolo cruciale nel sostenere il tessuto produttivo del Paese. Ciò che emerge con evidenza è la volontà di creare un ecosistema favorevole, dove l’esperienza del partner locale si fonde con le garanzie e le competenze degli istituti italiani per l’export, riducendo i rischi e accompagnando le imprese in un percorso di internazionalizzazione che può apparire arduo. Si tratta di un segnale importante, inviato in un momento in cui la ricerca di nuovi sbocchi commerciali diventa sempre più vitale per la competitività del made in Italy, il cui valore è ampiamente riconosciuto anche in quelle aree.
Il contesto diplomatico e il riconoscimento di un modello
Parallelamente, e non in modo casuale, si è svolta la visita di Stato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella negli Emirati Arabi Uniti, tappa che ha sottolineato la solidità del rapporto bilaterale. Nel corso della sua visita ad Abu Dhabi, Mattarella ha voluto evidenziare, parlando alla Casa della famiglia Abramitica, uno degli aspetti che rendono il Paese un “punto di riferimento nella vita internazionale”. “C’è anche questo straordinario carattere di apertura al dialogo tra le religioni”, ha affermato il presidente, precisando che si tratta di qualcosa di “ben più di tolleranza o di convivenza”. Una riflessione che va oltre il mero protocollo e che tocca un elemento cardine della proiezione internazionale degli Emirati, spesso percepiti come un crocevia non solo economico ma anche culturale.
La convergenza tra opportunità commerciali e dialogo
I due eventi, seppur distinti nella loro natura, appaiono così come facce della stessa medaglia. Da una parte, l’apertura di un vero e proprio corridoio commerciale che punta a far atterrare le competenze e i prodotti lombardi, e più in generale italiani, in una regione in fortissima espansione. Dall’altra, il riconoscimento politico-diplomatico di un contesto sociale che, nella sua complessità, si propone come stabile e aperto, fattore non secondario per gli investitori. Questa duplice dimensione – pratica e valoriale – crea un terreno potenzialmente fertile per le imprese che vorranno cogliere l’opportunità, le quali potranno contare, oltre che su un supporto logistico-finanziario, su un clima di relazioni internazionali solido e reciprocamente rispettoso.




