La Bce lancia l'allarme: "Troppa euforia in Borsa, rischiamo un incidente"
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Redazione Economia
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Più allarme che ottimismo, è il messaggio che arriva dai vertici della Banca centrale europea, i quali, analizzando lo stato di salute dei mercati, hanno individuato diverse criticità che potrebbero preludere a una fase di forte instabilità. Ieri il vicepresidente Luis de Guindos, presentando il Rapporto di stabilità finanziaria a Francoforte, ha parlato esplicitamente di un rischio «incidente nelle valutazioni» sia nelle Borse che nei mercati obbligazionari, una minaccia di slavina che egli collega ai valori elevati ai quali si aggiungono, come ha sottolineato, ipotesi fin troppo ottimistiche sulle prospettive economiche globali.
I tre sintomi di una possibile crisi
Secondo l'analisi della Financial Stability Review, il paziente mercato finanziario, che in superficie gode di ottima salute, mostra in realtà tre sintomi preoccupanti. Le valutazioni molto tirate delle azioni, in particolare quelle legate alla corsa sfrenata all'intelligenza artificiale, costituiscono il primo elemento di fragilità, a cui si aggiungono alcuni bilanci pubblici definiti "ballerini", con un chiaro riferimento a Parigi, e la persistente minaccia dei dazi commerciali; fattori che, nel loro insieme, continuano a rappresentare un rischio d'infezione da non sottovalutare affatto.
L'incognita dei titoli di Stato
C’è poi un allarme non troppo celato, che la Banca centrale europea ha formalizzato pubblicando il rapporto, e che riguarda da vicino i Paesi dell'Unione che hanno un debito elevato e una crescita bassa. Il problema, tecnicamente, nasce dall'osservazione della cosiddetta curva dei tassi di interesse, la quale contrappone le scadenze a breve termine, come i titoli a due anni, con quelle a lungo termine, come i titoli a trent'anni. Una dinamica che, se dovesse invertirsi o mostrare segnali di stress, potrebbe innescare una pericolosa fuga dai titoli di Stato con scadenza più lunga, mettendo in seria difficoltà le finanze pubbliche di alcune nazioni.
La situazione specifica della Francia
Nel "Rapporto sulla stabilità finanziaria", il vice di Christine Lagarde ha utilizzato un linguaggio per iniziati, fatto di allusioni a «vulnerabilità» e a «bruschi aggiustamenti», dietro ai quali si cela una preoccupazione concreta per la situazione economica francese. Debito in crescita, deficit fuori controllo e spese militari in aumento sono, secondo l'istituto di Francoforte, i fattori che fanno di Parigi l'anello debole dell'Unione europea, un elemento di fragilità sistemica in un contesto finanziario già di per sé teso e soggetto a potenziali scossoni.
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