Il Tesoro rinnova i vertici delle partecipate: a Mariani la guida di Leonardo, Cattaneo resta all’Enel
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Redazione Economia
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha depositato le liste per il rinnovo degli organi sociali delle principali società partecipate dallo Stato e quotate in Borsa, chiudendo una partita che, nelle ultime settimane, aveva tenuto banco negli ambienti finanziari e politici. L’assemblea degli azionisti di Enel, convocata per il prossimo 12 maggio, vedrà il MEF – che detiene una quota del 23,59% del capitale – presentare, di concerto con il Ministero delle imprese e del made in Italy, una lista che conferma l’attuale vertice. Paolo Scaroni è indicato per la presidenza, mentre Flavio Cattaneo, che ha già guidato l’azienda elettrica nel triennio precedente, è stato riconfermato come amministratore delegato per il suo secondo mandato. Completano il consiglio di amministrazione i consiglieri Alessandro Monteduro, Johanna Arbib Perugia, Federica Seganti e Tiziana de Luca.
L’addio di Cingolani e l’ascesa di Mariani a Leonardo
La decisione più complessa, e quella che più ha fatto discutere negli ultimi giorni, ha riguardato il gruppo Leonardo, attivo nell’aerospazio, nella difesa e nella sicurezza. Il governo, attraverso il MEF (azionista di riferimento con circa il 30% del capitale), ha deciso di sostituire l’amministratore delegato uscente, Roberto Cingolani, il quale lascia l’incarico dopo averlo ricoperto dal 2023. La gestione di questo dossier è stata seguita in prima persona dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Al posto di Cingolani è stato scelto Lorenzo Mariani, manager romano classe 1965, che vanta una lunga esperienza nel settore della difesa, avendo già lavorato nelle galassie dell’ex Finmeccanica. Per la presidenza, invece, a Stefano Pontecorvo subentrerà Francesco Macrì. Mariani, che fino ad oggi ha ricoperto ruoli di vertice nella joint venture missilistica Mbda, era già stato accostato alla guida di Leonardo in passato, quando venne affiancato allo stesso Cingolani come condirettore generale.
La stabilità nell’energia: i record di Eni ed Enel
A fare da contraltare alla discontinuità impressa a Leonardo, troviamo la sostanziale stabilità nel settore energetico. Per Eni, infatti, è arrivata la conferma del quinto mandato per Claudio Descalzi, che rimane alla guida della società. Il manager, al timone dell’azienda ormai da diversi anni, guiderà l’assemblea degli azionisti convocata per il 6 maggio. Cambia, invece, la presidenza: Giuseppina di Foggia è stata indicata come nuova presidente, mentre il collegio sindacale sarà composto da Marcella Caradonna, Andrea Parolini, Mauro Zanin e dalle supplenti. Anche per quanto riguarda la gestione del traffico aereo, l’Enav vedrà Igor de Biasio come nuovo amministratore delegato e Sandro Pappalardo alla presidenza, completando così un quadro di nomine che interessa un valore di capitale superiore ai 280 miliardi di euro.
I nuovi assetti di comando e l’incrocio delle poltrone
Le liste depositate dal Tesoro rivelano un intricato gioco di incastri ai vertici delle aziende pubbliche. Non solo l’uscita di Cingolani ha rappresentato il principale cambio della guardia, ma si registrano movimenti anche in Terna, dove Giuseppina di Foggia lascia la guida per passare alla presidenza di Eni, e in Enav, dove l’arrivo di de Biasio (proveniente dalla presidenza Terna) ha innescato una cascata di promozioni. Lorenzo Mariani, che prende il posto di Cingolani, si trova così a ereditare una situazione finanziaria solida – con i conti in utile – nonostante le frizioni emerse negli ultimi mesi riguardo all’autonomia gestionale del precedente vertice. Il ministro dell’Economia, nella nota ufficiale, ha ringraziato i manager uscenti per l’impegno profuso, dando il benvenuto ai nuovi ingressi in un momento in cui l’industria della difesa e quella energetica richiedono stabilità operativa.




