Sal Da Vinci all’Eurovision 2026, il favorito dei bookmaker e la lunga attesa di Vienna
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Festival di Sanremo, concluso poco più di un mese fa, ha consegnato la vittoria a Sal Da Vinci, un trionfo che per l’artista partenopeo rappresenta tutt’altro che un punto d’arrivo. Anzi, la vera sfida, quella che trasforma un successo nazionale in una carriera internazionale, è appena cominciata, e il palco che lo attende è forse il più ambizioso d’Europa: la settantesima edizione dell’Eurovision Song Contest, in programma dal 12 al 16 maggio 2026 alla Wiener Stadthalle di Vienna. In queste ore, con la diffusione ufficiale del running order da parte dell’EBU e dell’emittente austriaca ÖRF, la macchina organizzativa – complessa come sempre, capace di coinvolgere trenta nazioni in due sole semifinali – sferraglia a pieno regime. Di quei trenta, però, solo venti riusciranno a guadagnarsi il biglietto per la finalissima di sabato 16 maggio.
La risalita nelle quote e il podio sfiorato
Nelle settimane successive alla kermesse sanremese, il pronostico che vedeva Sal Da Vinci in una posizione defilata è stato completamente stravolto. I bookmaker, infatti, hanno registrato una rimonta impressionante: oggi, secondo le nuove quote Snai, il suo trionfo a Vienna è dato a 8.5, mentre Eurobet lo spinge addirittura a 7.00. Una escalation, quest’ultima, che lo colloca ai piedi del podio virtuale, sebbene i super favoriti restino al momento i finlandesi Linda Lampenius e Pete Parkkonen. Dietro di loro, ma sempre davanti all’italiano, si piazzano la francese Monroe e il danese Søren Torpegaard. Un dato, quello delle scommesse, che non va letto come un verdetto, ma che riflette l’attenzione crescente del pubblico e degli addetti ai lavori nei confronti del brano napoletano.
Il peso dell’edizione 2025 e le aspettative per Vienna
L’appuntamento austriaco non parte però da zero: l’edizione 2025 dell’Eurovision aveva già fatto registrare numeri da record, con 166 milioni di spettatori complessivi e un’Italia protagonista assoluta grazie a quasi 22 milioni di contatti unici sulle reti Rai. Un’eredità pesante, quella lasciata dall’anno scorso, che getta un’ombra – ma anche una sfida – sulla produzione viennese. La città, dal canto suo, si prepara a trasformarsi nella capitale effettiva della musica europea, e la Wiener Stadthalle è già stata allestita per ospitare le tre serate canoniche: le semifinali di martedì 12 e giovedì 14 maggio, quindi la finalissima di sabato 16. Nessun dettaglio sulla scaletta è stato ancora reso definitivo, ma la corsa all’acquisto dei biglietti – il cui costo varia sensibilmente a seconda della zona del palco e della serata – è già iniziata da settimane, con una domanda che gli organizzatori faticano a smaltire.
Le parole del cantante e il clima da “tutto esaurito”
Sal Da Vinci, intercettato dai cronisti nei giorni successivi alla pubblicazione delle prime quote aggiornate, ha rotto il silenzio con frasi misurate ma non prive di ambizione. «Essere ai piedi del podio nei pronostici – ha dichiarato – significa che qualcosa nel nostro lavoro ha funzionato, ma la classifica vera si scrive solo sul palco». Il riferimento è alla consapevolezza che l’Eurovision non premia soltanto la voce o la canzone, ma l’intera messinscena, il carisma, la capacità di parlare a un pubblico continentale spesso diviso da gusti e tradizioni profondamente diversi. E proprio per questo, la macchina mediatica che ruota attorno al cantante partenopeo si è già messa in moto da tempo, senza però svelare alcun dettaglio sulla performance che verrà presentata a Vienna. Nel frattempo, l’EBU ha confermato che la Wiener Stadthalle sarà operativa a pieno regime già dai primi giorni di maggio, per consentire le prove tecniche e le registrazioni dei backing track. Un lavoro certosino, quello degli organizzatori, che deve tenere conto di ogni variabile: dal fuso orario alla regia internazionale, fino al sistema di voto che ormai da anni combina giurie di esperti e televoto. Nessuna modifica al regolamento è stata annunciata per questa settantesima edizione, segno che la formula consolidata continua a reggere l’urto del tempo e delle mode musicali.




