Sal Da Vinci contro Sal Da Vinci, stasera Rai e Mediaset puntano sul vincitore di Sanremo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La macchina del riscontro commerciale e della visibilità mediatica, una volta innescata dalla vittoria al Festival, viaggia a ritmi serrati e talvolta produce cortocircuiti paradossali. Accade così che Sal Da Vinci, il trionfatore dell'ultima edizione di Sanremo con Per sempre sì, si trovi stasera, sabato 14 marzo, nella condizione singolare di essere letteralmente diviso in due. Da una parte c'è il suo Corpo fisico, o meglio la sua presenza in qualità di ospite illustre, che varcherà la porta degli studi Rai per partecipare a Sanremo Top, il programma contenitore con cui Carlo Conti, forte della sua esperienza e della sua capacità di cesellare il racconto del Festival, riunisce i protagonisti della kermesse appena conclusa. Dall'altra parte, però, c'è la sua immagine, la sua voce e la sua arte, che invaderanno invece lo schermo di Canale 5 grazie alla messa in onda del concerto evento Stasera...che sera, registrato lo scorso 6 settembre in quella che è una sorta di arena naturale, Piazza del Plebiscito a Napoli. Un vero e proprio sdoppiamento che costringe lo spettatore a una scelta, o magari a un frenetico zapping, tra un'ammiraglia e l'altra.

Una programmazione incrociata che celebra il fenomeno

La decisione delle due reti generaliste, da sempre in concorrenza per la conquista del pubblico del sabato sera, racconta meglio di qualsiasi analisi sociologica la dimensione del fenomeno Da Vinci. Mediaset, che aveva già in serbo questo live inserito in palinsesto sin dal 17 dicembre 2025, ha probabilmente visto nella vittoria sanremese l'occasione perfetta per capitalizzare un investimento, trasformando una registrazione di qualche mese fa in un prodotto di estrema attualità. Si tratta di uno spettacolo imponente, che aveva già dimostrato la presa dell'artista sul pubblico partenopeo e che ora viene riproposto in chiave nazionale, quasi come una consacrazione popolare che arriva dopo quella del teatro Ariston. La scelta di Cologno Monzese, peraltro, non è isolata: l'intero pomeriggio di Canale 5 è costruito come un omaggio al cantante, con la presenza di Sal Da Vinci nel salotto di Silvia Toffanin a Verissimo, dove presumibilmente si tornerà a parlare del successo e delle polemiche che ne sono seguite, e poi in serata con il concertone. Dall'altra parte, la Rai punta sulla cornice più raccolta e celebrativa di Sanremo Top, uno show che per definizione vive di ricordi, aneddoti e performance legate alla gara. Conti, reduce dal passaggio di testimone con Stefano De Martino per la prossima edizione, riunisce la compagnia di canto, e in quella compagnia Da Vinci è naturalmente il primo della classe, il vincitore a cui spetta di diritto il posto d'onore.

I numeri di un successo che divide la critica e il pubblico

Questa duplice esposizione televisiva, che qualcuno potrebbe leggere come una banale guerra di palinsesti, in realtà fotografa una fase molto precisa della carriera dell'artista e del dibattito culturale che lo circonda. La sua vittoria, arrivata per una manciata di punti percentuali (con un distacco minimo dal secondo classificato Sayf, come ricordano le cronache del Festival), è stata accompagnata da un'ondata di critiche feroci e da un'altrettanta imponente mole di consensi popolari. Se da un lato il pubblico lo ha premiato, decretando il successo virale di Per sempre sì con milioni di visualizzazioni e stream, dall'altro pezzi importanti dell'establishment culturale, come il vicedirettore del Corriere della Sera Aldo Cazzullo, non hanno risparmiato giudizi tranchant, arrivando a definire il brano "la più brutta canzone della storia del Festival" e a evocare paragoni quantomeno provocatori con certi stereotipi legati alla criminalità organizzata. Un attacco, quello del giornalista, che ha scatenato reazioni a catena, con Fiorello che, nella sua trasmissione, ha ironizzato sulla vicenda prestando la voce a un finto Sal Da Vinci, e con Caterina Balivo che ha difeso il cantante in diretta. Lo stesso Da Vinci, dal canto suo, ha invitato alla calma e a non rispondere alle provocazioni, cercando di mantenere il focus sulla musica e sull'affetto della sua terra.

Le ombre di un testo finito nel mirino della politica

Ma le polemiche non si sono limitate al fronte della critica musicale. Il testo di Per sempre sì, con il suo richiamo al matrimonio come vincolo eterno e sacro, è finito nel mirino di alcune esponenti del Partito Democratico, in particolare delle "Democratiche" di Padova, che hanno parlato di "patriarcato medievale" e di un messaggio che, a loro avviso, "smentisce il divorzio" e contribuisce a "perpetuare l'infelicità della donna come dovere verso l'uomo". Una lettura politica del testo che ha aggiunto ulteriore benzina sul fuoco di un dibattito già incandescente, chiamando in causa anche Gino Cecchettin, il padre di Giulia, il quale, senza entrare nel merito della canzone, ha sottolineato l'importanza di una maggiore consapevolezza culturale anche quando si parla d'amore nella musica pop. In questo clima di costante tensione interpretativa, dove ogni parola viene pesata e talvolta strumentalizzata, la figura di Sal Da Vinci sembra essere diventata, forse suo malgrado, una cartina di tornasole delle contraddizioni italiane. Stasera, mentre il pubblico televisivo si dividerà tra il suo volto sorridente a Sanremo Top e la sua immagine immortalata a Napoli, resta la sensazione che il vero spettacolo, fatto di opposte visioni del mondo e della cultura, si stia consumando ben al di là dello schermo.

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