“Ho iniziato a studiare per Sanremo, ora ad Affari tuoi la coreografia di Sal Da Vinci”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notizia, per certi versi, era già nell’aria da mesi e i rumors si erano rincorsi con insistenza nei corridoi di viale Mazzini, ma vederla materializzata lì, sul palco dell’Ariston, con Carlo Conti che si avvicina a Stefano De Martino durante la serata finale del Festival, ha mantenuto intatto il suo carico di sorpresa e di solennità. L’investitura, avvenuta in diretta televisiva e nel corso della stessa kermesse che ha visto trionfare Sal Da Vinci con Per sempre sì, ha rappresentato un unicum nella storia della manifestazione: un passaggio di testimone pubblico, quasi familiare, che il diretto interessato, intervistato nei giorni seguenti dal TG1, ha raccontato con la voce ancora rotta dall’emozione. De Martino ha spiegato alla giornalista Giorgia Cardinaletti di essere entrato al Teatro Ariston in modo rocambolesco e di essere stato colto alla sprovvista quando Conti, con uno sguardo che lui ha definito quasi paterno e circondato dall’affetto del pubblico, gli ha affidato le chiavi del Festival per il 2027. Un gesto di generosità, lo ha definito il conduttore di Affari tuoi, che conserverà per sempre nel cuore e che parla non solo del professionista, ma anche della persona eccezionale che il suo collega e predecessore si è rivelato essere.
La fase di studio, tra enciclopedie e nuove pagine da scrivere
Lontano dai riflettori dell’Ariston e dalle luci del suo Affari tuoi, che continua a ottenere ottimi riscontri di pubblico in access prime time, De Martino ha già indossato i panni dello studioso. Nel corso della stessa intervista al TG1, ha rivelato di essersi immerso nella preparazione con un approccio metodico e quasi accademico, ben lontano dalla sola gestione della conduzione. “Ho comprato tutte le enciclopedie redatte negli ultimi anni che parlano del Festival di Sanremo”, ha dichiarato, sottolineando come quella sia per lui la fase più interessante del lavoro. Il suo ragionamento parte da un presupposto preciso: per poter scrivere una nuova pagina di questa lunga storia, che compirà settantasette anni quando lui salirà sul palco, è indispensabile conoscere a fondo tutte quelle precedenti, studiarne le varie interpretazioni e i cambiamenti che hanno segnato l’evoluzione della kermesse. Un compito, quello di direttore artistico, che si aggiunge alla conduzione e che richiederà decisioni immediate su aspetti dalla gestazione particolarmente lunga, come ha ammesso usando una metafora ormai celebre: “Testa bassa e pedalare”.
Da *Rossetto e caffè* a *Per sempre sì*: la colonna sonora dei pacchi
Mentre il lavoro sul Festival del 2027 è appena iniziato e procederà nei prossimi mesi, c’è un altro fronte caldo che impegna De Martino quotidianamente, ed è quello del suo programma di Rai Uno. Il legame tra Affari tuoi e la musica sanremese, del resto, è ormai un piccolo marchio di fabbrica. Dopo il tormentone scatenato da Rossetto e caffè di Serena Brancale, che lo scorso anno aveva portato il pubblico e i concorrenti a ballare tra un pacco e l’altro, la tradizione si rinnova. Il conduttore ha infatti annunciato che la “playlist degli italiani”, come ama definire la selezione musicale del suo programma, ha già assorbito i brani in gara all’ultima edizione del Festival. E non si tratta solo di farli ascoltare: per il brano vincitore, Per sempre sì di Sal Da Vinci, è già in fase di allestimento una nuova coreografia, destinata a diventare il balletto caratteristico di questa tornata di puntate. Un piccolo assaggio di quella leggerezza e di quel ritmo che De Martino porta in televisione ogni sera, in attesa di calibrare quegli stessi ingredienti su un palcoscenico ben più grande e complesso come quello dell’Ariston.
L’eredità di Conti e la costruzione del futuro
L’annuncio in diretta, al di là della sua spettacolarità, ha sancito un passaggio di consegne che la Rai aveva pianificato con cura, blindando il suo volto di punta con un contratto che prevedeva questa clausola. Carlo Conti, dal canto suo, ha voluto che la successione avvenisse sotto il segno della continuità e dell’affetto, evitando i tradizionali toto-nomi post-festival che spesso accompagnano i mesi successivi alla kermesse. De Martino, consapevole del peso specifico del ruolo che andrà a ricoprire, alterna la gratitudine per il gesto del suo predecessore alla concreta e operosa fase di progettazione. Sta gettando le basi per quella che sarà la sua prima volta da direttore artistico, un incarico che richiede una sensibilità particolare nel selezionare i cantanti e nel tessere la narrazione delle cinque serate. E mentre il pubblico lo osserva ogni sera alle 20:35 mentre conduce il game show, lui, nei suoi pensieri, è già proiettato a febbraio 2027, quando dovrà restituire all’Italia, e a sé stesso, un Festival che sia all’altezza della sua storia e della fiducia che gli è stata accordata.




