Sanremo 2026, la vittoria a sorpresa di Sal Da Vinci chiude un Festival placido

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   E cala dunque il sipario sulla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, un’edizione che, per usare una metafora suggestiva offerta dalla presenza sul palco di Andrea Bocelli – ospite d'onore di questa finale seppur privo dei suoi proverbiali acutoni – è stata placida come il mare calmo della sera. Pochi, e circoscritti, i botti finali, in una kermesse che ha visto scorrere via le serate senza particolari scossoni, almeno fino all'ultima, decisiva votazione. L'esito, quando ormai mancavano pochi minuti alla proclamazione, è stato tutt'altro che scontato, regalando alla platea dell'Ariston e al pubblico da casa un finale ricco di tensione e, per certi versi, di sorpresa. Perché il verdetto finale, decretato dalla consueta e complessa macchina del voto che somma i pareri del pubblico, della sala stampa e delle radio, ha ribaltato più di un pronostico.

L'ascesa in classifica e il verdetto della finale

L'atto conclusivo della kermesse ha preso il via con l'esibizione di tutti e trenta i Big in gara, una sfilata canora durata ore che ha preceduto lo spoglio dei voti. La prima, parziale, indicazione è arrivata con la proclamazione della top five provvisoria, l'elenco dei cinque finalisti che avrebbero concorso per la vittoria finale: un quintetto eterogeneo composto da Sal Da Vinci, Sayf, Arisa, Ditonellapiaga e dal duo composto da Fedez e Marco Masini, che nelle ore precedenti avevano scalato le quote dei bookmaker fino a essere dati per favoriti. Il meccanismo che ha portato alla stesura della classifica definitiva ha poi rivisto il suo peso specifico, con il Televoto al trentaquattro per cento, la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web al trentatré e la Giuria delle Radio con il medesimo peso percentuale, andando così a sommarsi ai voti delle serate precedenti.

L'esito finale, quando Carlo Conti ha aperto la busta con il nome del vincitore, ha sancito il trionfo di Sal Da Vinci. Per il cantautore napoletano, alla sua prima volta in gara sul palco dell'Ariston, è arrivato il riconoscimento più prestigioso con il brano Per sempre sì, un pezzo che racconta di un amore che si rinnova giorno dopo giorno, nonostante le difficoltà ["Perché un amore, non è amore per la vita se non ha affrontato la più ripida salita", recita il testo, per poi chiudersi con un accorato ritorno al dialetto: "Accussì, sarrà pe sempe sì"]. Alle sue spalle, a completare il podio, si sono piazzati Sayf, secondo, e Ditonellapiaga, terza, entrambi reduci da un'ottima performance nella serata delle cover che aveva visto proprio Ditonellapiaga trionfare.

La delusione di Arisa e la quinta posizione dei favoriti

Arisa, che nelle serate precedenti era costantemente rimasta nelle posizioni di testa – nella terza serata era finita nella top five insieme a Sayf, Luchè, Serena Brancale e, appunto, Sal Da Vinci – ha dovuto accontentarsi della quarta piazza, un piazzamento che, considerato il percorso, ha lasciato l'amaro in bocca. Ma la vera sorpresa, il dato che più di ogni altro ha stupito gli addetti ai lavori e il pubblico, è stata la quinta posizione finale di Fedez e Marco Masini. Il duo, che aveva debuttato con il brano *Male Necessario* – primo su Spotify e in testa alla classifica Fimi – e per il quale Fedez aveva parlato in conferenza stampa di una "sinergia particolare" e di una "complementarietà" con Masini, era stato a lungo considerato tra i favoriti assoluti alla vittoria, complice anche la narrazione del rapper, che si era detto "consapevole degli errori del passato" e desideroso di mettere al centro la musica. Un traguardo sfumato, il loro, che li ha visti scivolare al quinto posto nella graduatoria definitiva, un verdetto che ha ridimensionato le aspettative della vigilia.

Co-conduttori e ospiti sul palco della finale

Nella serata conclusiva, accanto a Carlo Conti e a una Laura Pausini ormai perfettamente a suo agio nel ruolo di co-conduttrice – al punto che in molti l'hanno definita la vera vincitrice morale del Festival per la sua eleganza e la sua capacità di stare al centro della scena senza mai risultare invadente – sono saliti sul palco anche la giornalista del Tg1 Giorgia Cardinaletti e il comico Nino Frassica. Proprio la presenza di Frassica, con la sua comicità surreale e destabilizzante, ha contribuito a movimentare la serata, affiancando la professionalità della Cardinaletti e l'esperienza di Pausini. Ospite musicale di eccezione, come anticipato, è stato Andrea Bocelli, la cui presenza ha aggiunto un tocco di solennità a una finale che, per il resto, ha vissuto di luci più soffuse, confermando il tono complessivamente pacato di questa edizione. Dopo la proclamazione, la lunga classifica è stata svelata per intero: si va dal sesto posto di Nayt al trentesimo di Eddie Brock, passando per i piazzamenti di Fulminacci, Ermal Meta, Serena Brancale e Tommaso Paradiso, fino ad arrivare a Francesco Renga, Patty Pravo e tutti gli altri.

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