Dominik Paris, l’ultima discesa di Kvitfjell è ancora sua: quinta volta sulla neve olimpica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quando la pista dell’Olympiabakken, quella che affonda le sue radici nei Giochi del 1994, chiama a raccolta i migliori interpreti della velocità, il copione, in questo scorcio di carriera, sembra ormai avere un solo protagonista. Dominik Paris, il trentaseienne della Val d’Ultimo con il vizio di fare la storia, ha scelto l’appuntamento delle Finali di Coppa del Mondo per firmare la sua prima gioia stagionale, e l’ha fatto nel modo che gli riesce meglio: dominando la discesa libera. Il tempo fermato in 1’45”37 non è soltanto il sigillo su una gara, ma la sintesi perfetta di un percorso che, su queste nevi norvegesi, ha assunto le sembianze di un autentico feudo personale. Per lui, che taglierà il traguardo dei trentasette anni tra poche settimane, si tratta del venticinquesimo successo in Coppa del Mondo, un bottino che assume un peso specifico ancora maggiore se si considera la suddivisione: venti di questi, infatti, portano la firma di un discesista puro.

Un dominio che non conosce confini geografici (ma Kvitfjell sì)

Sette vittorie sulle nevi norvegesi, sei delle quali in discesa e una in superG, a poco più di dieci anni dalla prima volta. Il dato, di per sé, basterebbe a tratteggiare il rapporto speciale che lega Paris alla località scandinava, ma è nella qualità delle prestazioni che si misura l’estensione di questo dominio. I distacchi, in questa circostanza, raccontano di un’autorità raramente concessa a un atleta nella fase calante della stagione: lo svizzero Franjo Von Allmen, secondo, si è fermato a diciannove centesimi, mentre l’austriaco Vincent Kriechmayr, terzo, ha dovuto accusare uno svantaggio di sei decimi. Non è sfuggita, a chi osserva, la prestazione di Marco Odermatt, il quale, pur avendo già in tasca la Coppa di discesa, si è dovuto accontentare del settimo posto a quasi un secondo dal campione italiano. Una gerarchia, quella vista in pista, che ribalta le gerarchie stagionali.

Numeri da primato e la scalata alla storia della specialità

Per Paris, questo trionfo rappresenta la ventesima affermazione in discesa libera, un traguardo che lo proietta in una posizione di assoluto rilievo nell’albo d’oro della disciplina. Diventa, con questo risultato, il secondo miglior discesista di sempre, consolidando un primato costruito gara dopo gara, con la costanza di chi ha fatto della potenza e della lettura del tracciato un’arte. La pista di Kvitfjell, in particolare, si conferma un teatro prediletto: dei venti successi in discesa, ben cinque hanno preso forma proprio su questo tracciato, ai quali vanno aggiunti due superG, a comporre un palmarès locale che tra il 2016 e il 2026 ha visto Paris salire sul gradino più alto del podio sette volte.

Effetti nella classifica di specialità e il duello con i rivali di sempre

La gara, valida come ultimo atto delle Finali di Coppa del Mondo 2025/2026, ha avuto ripercussioni anche nella graduatoria di specialità. Con i cento punti conquistati, Paris ha scavalco Giovanni Franzoni, l’azzurro giunto undicesimo con un distacco di 1’31, assicurandosi così la terza posizione nella classifica di discesa con 441 punti. Un margine, quello costruito sugli avversari, che lascia intendere come la condizione del velocista altoatesino fosse tornata a livelli eccellenti proprio nel momento decisivo della stagione. L’assenza di sbavature nella sua prova, unita alla pulizia di traiettorie spesso insidiose per i contendenti, ha di fatto annullato le possibilità di rimonta per i diretti inseguitori, tra i quali spiccavano nomi di caratura internazionale come lo stesso Von Allmen e Kriechmayr, che nulla hanno potuto di fronte alla precisione millimetrica dell’italiano.

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