Garlasco, la difesa di Sempio mostra la prova delle scarpe in TV

Garlasco, la difesa di Sempio mostra la prova delle scarpe in TV
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La difesa di Andrea Sempio ha presentato a Quarto Grado, nella puntata del 16 ottobre 2026, la cosiddetta «prova Cenerentola», un esperimento sulle dimensioni delle scarpe che punta a escludere l'indagato dalla scena del delitto di Garlasco. Durante la trasmissione di Rete 4, condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, è stata mostrata anche la testimonianza di una parente dell'uomo, chiamata a ricostruire quale numero di calzature indossasse all'epoca dell'omicidio di Chiara Poggi. Gli accertamenti fanno parte delle cinque consulenze tecniche depositate dai legali presso la Procura di Pavia per contestare le conclusioni degli investigatori.

La prova Cenerentola: il confronto tra le scarpe e le impronte

Al centro dell'esperimento c'è la traccia lasciata da una scarpa con la suola a pallini all'interno dell'abitazione di via Pascoli. Secondo la ricostruzione presentata dall'avvocato Liborio Cataliotti, quell'impronta sarebbe riconducibile a una calzatura di misura sensibilmente inferiore rispetto a quella abitualmente indossata dal suo assistito. Per sostenere questa conclusione, i consulenti hanno esaminato quattro paia di scarpe originali Frau, dalla taglia 39 alla 42, sottoponendole a scansioni per ottenere modelli tridimensionali. Il confronto è stato effettuato con l'impronta numero 6, individuata tra le 25 tracce a pallini rilevate nella villetta. La difesa sostiene che le caratteristiche dimensionali della calzatura non siano compatibili con il piede dell'indagato.

Nel corso della trasmissione è stato mostrato anche un filmato nel quale Sempio prova scarpe di differenti misure, dello stesso tipo di quelle prese in esame dagli esperti. La dimostrazione è stata utilizzata per evidenziare le differenze tra la conformazione del suo piede e le calzature considerate nelle analisi. Cataliotti ha contestato la possibilità che il piede dell'uomo sia cresciuto in misura tanto significativa dopo il delitto, sostenendo che una simile variazione sarebbe incompatibile con la ricostruzione accusatoria. Le conclusioni rappresentano una valutazione tecnica di parte e non un accertamento giudiziario definitivo.

La nuova testimone è la zia: «Già nel 2005 portava il 44»

Un elemento aggiuntivo è arrivato dalla testimonianza della zia dell'indagato, che tra il 2005 e il 2008 lavorava come agente di polizia penitenziaria presso la Casa Circondariale di Vigevano. La donna ha raccontato di aver regalato al nipote alcuni anfibi ricevuti attraverso le forniture di abbigliamento dell'amministrazione. Si trattava di scarponcini neri, stringati e con la suola a carro armato, che il ragazzo apprezzava quando frequentava la scuola superiore. La testimone ha precisato di aver richiesto per lui esclusivamente il numero 44, aggiungendo che aveva una pianta del piede particolarmente larga, caratteristica che avrebbe avuto fin da giovane.

La procedura di assegnazione del vestiario prevedeva la registrazione delle richieste presso il magazzino dell'istituto penitenziario. Questo particolare potrebbe consentire di individuare documenti relativi alle calzature consegnate alla donna. Il legale ha però chiarito che il registro non è stato trovato e che non è noto se sia ancora conservato. Ha aggiunto che esistono altre testimonianze a sostegno della ricostruzione difensiva. Le dichiarazioni della parente costituiscono quindi un elemento distinto dagli esperimenti tecnici, mentre l'eventuale documentazione amministrativa potrebbe offrire una verifica delle misure richieste in quel periodo.

Le altre consulenze: impronta 33, DNA e dinamica dell'omicidio

Il confronto sulle calzature non è l'unico argomento affrontato dagli esperti incaricati dai difensori. Un'altra relazione riguarda l'impronta palmare 33, individuata sul muro delle scale che conducono alla cantina dell'abitazione. Secondo i consulenti dell'indagato, la traccia non sarebbe attribuibile al loro assistito e non conterrebbe sangue. Una diversa analisi prende in esame il materiale genetico rinvenuto sotto le unghie della vittima, contestando l'affidabilità dei risultati e la possibilità di ricondurli con certezza alla persona sottoposta alle nuove indagini. Le valutazioni difensive comprendono anche osservazioni medico-legali sulle lesioni, sulla dinamica dell'aggressione e sull'orario della morte.

Le relazioni rispondono agli accertamenti della Procura allegati all'avviso di conclusione delle indagini notificato il 28 settembre. Per l'omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 è già stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, all'epoca fidanzato della vittima. L'avvocata Angela Taccia ha dichiarato di considerare molto probabile una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del proprio assistito, affermando di preferire un accertamento processuale a nuove archiviazioni seguite dalla riapertura delle indagini. La legale ha inoltre depositato alcuni video relativi agli esperimenti effettuati dalla difesa e ha ascoltato intercettazioni non inserite nel fascicolo depositato.

Un ulteriore aspetto affrontato nella puntata televisiva riguarda i precedenti accertamenti genetici sui pedali della bicicletta di Stasi. Quarto Grado ha riferito che le analisi esaminate non sono risultate valide. Nel programma sono stati discussi anche i dubbi sollevati sull'attività del Ris di Parma durante le prime indagini, con particolare attenzione alle procedure adottate per i rilievi. Sul versante giudiziario, i difensori del condannato stanno lavorando a una richiesta di revisione da presentare alla Corte d'Appello di Brescia. Taccia ha infine riferito di avere depositato un'istanza per sapere se il proprio assistito sia indagato anche nel filone relativo a una presunta corruzione, senza avere ricevuto risposta dalla Procura.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.