Banca Ifis, crollo in borsa e sospensione per eccesso di ribasso dopo la revisione della guidance
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Redazione Economia
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Una seduta da dimenticare per Banca Ifis, che ha visto le proprie azioni sospese per eccesso di ribasso nella mattinata di oggi, dopo aver registrato un calo teorico del 22,6% che ha portato il titolo a quota 16,25 euro intorno alle 9.49. La flessione, la peggiore tra i titoli del MidCap, arriva al termine di una giornata particolarmente intensa per l'istituto, che ha reso noto nella serata di ieri, 25 giugno, un pacchetto di misure destinate a modificare in modo sostanziale il profilo strategico e finanziario del gruppo.
Il consiglio di amministrazione, riunitosi sotto la presidenza di Ernesto Fürstenberg Fassio, ha infatti approvato l'avvio di un processo competitivo finalizzato alla cessione del business legato ai crediti deteriorati (NPL), con l'obiettivo dichiarato di procedere al deconsolidamento del portafoglio di sofferenze.
Una decisione che, come si legge in una nota ufficiale della società, dovrebbe consentire di rafforzare il profilo patrimoniale della Banca e di accelerare il riposizionamento strategico del gruppo verso un modello di banca commerciale, ampliando l'offerta a servizio di imprese, imprenditori e famiglie. La mossa, peraltro, appare strettamente correlata al contesto normativo in evoluzione, con particolare riferimento alle novità in materia di calendar provisioning che hanno spinto il management a riconsiderare il peso degli NPL all'interno dell'attivo.
La revisione della guidance e l'impatto sul bilancio
L'annuncio del processo di vendita, per quanto significativo, non è stato l'unico elemento a pesare sull'andamento del titolo. Ben più rilevante per gli investitori è stata la comunicazione relativa alla marcata revisione delle previsioni di utile netto per l'esercizio 2026, che sono state abbassate in modo drastico: il nuovo obiettivo si attesta ora tra i 100 e i 110 milioni di euro, rispetto al precedente range di 170-190 milioni di euro. Una riduzione che, calcolata sul midpoint, supera il 40% e che ha di fatto innescato la reazione negativa dei mercati.
Alla base di questa correzione delle stime, la società ha indicato tre poste di natura in larga parte non ricorrente. La prima riguarda accantonamenti ante imposte per circa 30 milioni di euro, effettuati in via prudenziale su alcune grandi esposizioni che rappresentano lo 0,20% degli attivi creditizi, e che giungono a valle dell'ispezione generale condotta da Banca d'Italia.
La seconda voce, pari a circa 40 milioni di euro, consiste in ulteriori rettifiche su esposizioni cartolarizzate nel comparto NPL di illimity, decise a seguito dell'aggiornamento dei piani di recupero da parte dei master servicer. A completare il quadro, infine, l'iscrizione di circa 70 milioni di euro di DTA (attività per imposte anticipate), una posta che, pur non incidendo sulla redditività immediata, è stata stanziata a supporto della generazione di capitale negli esercizi futuri.
L'ispezione di Bankitalia e gli accantonamenti prudenziali
Il riferimento all'ispezione generale di Banca d'Italia rappresenta un elemento centrale per comprendere la portata delle misure adottate dal consiglio di amministrazione. L'intervento dell'autorità di vigilanza ha infatti sollecitato una ricognizione approfondita della qualità del credito, spingendo l'istituto a rafforzare in modo significativo le coperture su alcune posizioni ritenute più a rischio.
La decisione di procedere con accantonamenti per 30 milioni su specifiche esposizioni, seppur definita prudenziale, ha contribuito ad alimentare le incertezze circa la reale consistenza del portafoglio crediti e ha reso necessaria una revisione al ribasso delle attese sul risultato d'esercizio. In questo scenario, l'avvio del processo di cessione del business NPL assume i contorni di una scelta obbligata per alleggerire il bilancio da attività che, in un quadro regolatorio più stringente, potrebbero rappresentare un costo crescente in termini di assorbimento di capitale.
La reazione del mercato e il futuro del gruppo
La combinazione tra la riduzione della guidance e l'annuncio di un'operazione straordinaria come la vendita del ramo NPL ha determinato una seduta particolarmente nervosa per le azioni Banca Ifis, con la sospensione per eccesso di ribasso che ha interrotto temporaneamente le contrattazioni dopo il crollo iniziale.
Gli operatori hanno infatti dovuto fare i conti con una prospettiva di utile 2026 significativamente più bassa rispetto alle attese, mentre il processo competitivo per la cessione del portafoglio deteriorati, se da un lato promette di rafforzare la struttura patrimoniale e di liberare risorse per il rilancio della banca commerciale, dall'altro introduce elementi di incertezza legati ai tempi e alle modalità dell'operazione.
Il management, tuttavia, sembra guardare con convinzione a questo passaggio come a un'opportunità per accelerare il riposizionamento del gruppo, puntando a una maggiore focalizzazione sul core business e sulle esigenze del tessuto imprenditoriale e familiare, coerentemente con la tradizione dell'istituto.




