Pd toscano candida Giani, mentre il M5S frena sull’alleanza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La direzione regionale del Partito Democratico ha ufficializzato ieri sera la ricandidatura di Eugenio Giani alla presidenza della Toscana, scelta accolta con favore dai vertici locali del partito. Jacopo Mazzantini, segretario del Pd Empolese Valdelsa, ha espresso «soddisfazione» per la decisione, definendo Giani una figura «riconosciuta e apprezzata» in tutta la regione, capace di guidare una coalizione di centrosinistra costruita «con grande cura» dal segretario regionale Emiliano Fossi e dalla segretaria nazionale Elly Schlein.

L’intesa, tuttavia, non è priva di tensioni. Il Movimento 5 Stelle, pur concedendo il proprio appoggio al governatore uscente, ha posto condizioni nette, riaprendo vecchie divergenze su infrastrutture e politiche sociali. La richiesta di ripristinare il reddito di cittadinanza, ad esempio, segna una linea di conflitto con il Pd, che dovrà gestire un alleato scomodo, soprattutto su temi come l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola o il rigassificatore di Piombino.

Giani, intervistato da Controradio, ha sottolineato la frammentazione del centrodestra, che ancora non ha indicato un candidato ufficiale. Ma se da un lato la mancanza di un avversario unitario gioca a suo favore, dall’altro la tenuta della coalizione di centrosinistra dipenderà dalla capacità di mediare tra le istanze del M5S e quelle degli altri alleati.

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