Georgieva (Fmi): debito globale oltre il 100% del Pil, scelte "molto dure" per i governi
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Redazione Economia
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I governi si trovano davanti a "scelte politiche molto dure" per contenere la spesa pubblica e fronteggiare il forte aumento dei rendimenti obbligazionari, che ha spinto i costi di finanziamento ai massimi di diversi decenni. È "urgente" ricostruire lo spazio di manovra fiscale. L'allarme arriva dalla direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, dopo il recente crollo dei mercati obbligazionari globali.
Nel discorso pronunciato a Singapore in vista degli incontri annuali del Fondo e della Banca mondiale in programma a Bangkok dal 12 al 18 ottobre, la numero uno del Fmi ha spiegato che l'aumento dei prezzi dell'energia scatenato dalla guerra in Iran ha portato i costi di finanziamento a dieci anni di Stati Uniti, Germania e Giappone ai livelli più alti in decenni, e che sono "ancora in salita".
Il crollo dei titoli di Stato
Le vendite hanno riportato il rendimento del Treasury americano a trent'anni fino al picco del 5,66%, il massimo dal 2002, e quello britannico al 5,96%, un livello che non si vedeva da 28 anni. Si tratta di un altro capitombolo dei titoli di Stato, un altro aumento del prezzo che i governi devono pagare per indebitarsi, con le Borse che hanno accusato nuove tensioni sui tassi.
Secondo Georgieva, con il debito pubblico mondiale destinato a superare il 100% del Pil prima della fine del decennio, il livello è ormai vicino al picco raggiunto dopo la Seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti restano in testa tra i "peggiori trasgressori": il loro rapporto tra debito e Pil è più alto di quello dei paesi emergenti e di quelli a basso reddito. I dati del Fondo mostrano che il debito pubblico statunitense ha raggiunto il 121% del Pil, mentre quello cinese si attesta all'88% e quello delle economie avanzate, esclusi gli Usa, è sceso a circa il 110%.
Deficit e spesa pubblica
A pesare sono deficit fiscali persistenti, che a livello globale restano in media intorno al 5% del Pil. Si tratta di un'eredità delle spese straordinarie legate alla pandemia e dei costi di servizio del debito, che assorbono risorse crescenti. Il Fondo ha ripetuto la necessità di un consolidamento fiscale graduale all'interno di quadri credibili di medio termine, ma i margini di manovra si sono ridotti proprio mentre i rendimenti salgono.
Georgieva ha citato anche i rischi legati alla rapida espansione della capacità dei data center per l'intelligenza artificiale, che ha contribuito a spingere i prezzi azionari ai massimi storici. Investimenti di questa portata, ha avvertito, potrebbero superare per scala relativa quelli sostenuti in passato per ferrovie, reti elettriche e telecomunicazioni. Un eventuale delusione sulle attese di rendimento potrebbe trasformarsi in uno shock di vasta portata.
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