Schieder, il podio di casa in Val Gardena: "Ora sono uno sciatore completo"
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Redazione Sport
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Il campanile di Castelrotto, che domina la valle dall'alto, ha visto crescere un altro atleta destinato a scrivere il suo nome nella storia dello sci veloce di quelle parti. Florian Schieder, carabiniere di ventinove anni, ha infatti firmato un terzo posto di prestigio nella discesa libera di Coppa del Mondo disputata sulla Saslong, in Val Gardena, a pochi minuti da dove vive. Un risultato, il suo, che completa un tris di podi azzurri nello stesso scenario dopo quelli di Dominik Paris e Giovanni Franzoni, e che arriva a quasi due anni dall'ultima volta in cui aveva assaggiato il champagne della cerimonia. "Per me è davvero la gara di casa", ha commentato con la franchezza di chi conosce ogni curva di quel tracciato, "abito a un quarto d'ora da qui e sono felicissimo". A precederlo, in una doppietta elvetica, solo il vincitore Franjo Von Allmen, amico e rivale, e il numero uno mondiale Marco Odermatt, staccati rispettivamente di 98 e 30 centesimi.
Un percorso di crescita costante
Quello di Schieder non è un exploit isolato, bensì il frutto di un percorso di affinamento tecnico che lo ha portato, negli ultimi anni, a consolidare la sua presenza tra i big della velocità. Dopo i podi ottenuti sempre in Val Gardena nelle stagioni 2023 e 2024, ma su un diverso tracciato, l'atleta altoatesino ha voluto sottolineare un aspetto fondamentale della sua maturazione agonistica. "Finalmente posso dire di essere più completo ad alto livello", ha spiegato, riformulando un concetto cardine per chi ambisce alla regolarità di risultati. La sua riflessione, del resto, tocca un punto cruciale: per essere competitivi nella ristretta cerchia dei migliori al mondo, è indispensabile esprimersi a ottimi livelli su ogni tipo di pendio, dimostrando una brillantezza che non conosce soluzioni di continuità.
Il valore di una prestazione annunciata
La prova di Schieder acquista un ulteriore significato se inserita nel contesto di una stagione che, per la squadra azzurra maschile, si sta rivelando ricca di soddisfazioni proprio nella specialità regina. Il terzo posto conquistato, infatti, giunge a coronamento di un fine settimana già positivo per l'Italia, che aveva visto salire sul gradino più basso del podio prima Paris e poi Franzoni. Una serie di performance che, nel loro insieme, disegnano un quadro di salute incoraggiante per il movimento italiano nello sci alpino, capace di esprimere diversi elementi in grado di lottare per le posizioni di vertice nelle gare più importanti. Lo stesso Schieder, condividendo il podio con Von Allmen, ha voluto evidenziare il lato umano di una competizione durissima: "Che bello sul podio con un amico al fianco".
La Saslong, un palcoscenico consueto
La pista della Val Gardena, con la sua sequenza di tratti tecnici e passaggi ad altissima velocità, si conferma dunque un terreno particolarmente favorevole per gli sciatori azzurri, che qui trovano non solo la confidenza con un tracciato studiato nei dettagli, ma anche il calore di un pubblico di casa. Per Schieder, in particolare, questo risultato rappresenta una tappa importante di un cammino che lo ha visto progressivamente guadagnare sicurezza e consapevolezza. La capacità di centrare un obiettivo del genere, dopo un periodo lontano dalle luci della ribalta internazionale, parla di una resilienza mentale e di una preparazione fisica che gli hanno permesso di sfruttare al meglio le condizioni offerte dalla "sua" pista, trasformando il vantaggio territoriale in un risultato concreto che va ben oltre la semplice emozione personale.




